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Con Ralph Towner perdiamo un poeta della 12 corde

19.01.2026 Scritto da Lucia Mora

Ralph Towner, polistrumentista statunintese, ci ha lasciato a 86 anni a Roma, dove si era trasferito da qualche tempo. Towner era noto come fondatore di un gruppo fondamentale per la musica jazz contemporanea, gli Oregon, con cui intrecciava musica colta e sperimentazione. Tra i tanti con cui ha collaborato, ricordiamo anche il grande Pino Daniele.

Ralph e Pino

I due si incontrarono nel 1993, quando collaborarono all'album "Che Dio ti benedica", con un pezzo strumentale dal titolo "Two Pisces in Alto Mare", così chiamato perché entrambi, nati a marzo, erano del segno dei pesci. Il blues di Pino si intrecciava perfettamente alla maestria della chitarra acustica di Ralph, che conosceva lo strumento come le sue tasche.

Nacque a Chehalis, nello stato di Washington, dove iniziò a suonare il pianoforte, ma fu l'incontro con la chitarra classica a cambiare per sempre la sua vita. Si spostò a Vienna per studiare e affinare la sua tecnica e questo gli consentì di unire lo stile europeo e quello del jazz americano.

Gli Oregon

Il nucleo degli Oregon si incontrò all'interno del Paul Winter Consort alla fine degli anni '60. Ralph Towner, Glen Moore, Collin Walcott e Paul McCandless decisero di staccarsi per esplorare una libertà improvvisativa che andasse oltre i confini del folk-jazz di Winter. Nel 1971 nacquero ufficialmente gli Oregon.

Molto prima che il termine "world music" venisse coniato dalle etichette discografiche negli anni '80, gli Oregon la stavano già suonando: usavano strumenti orientali per integrare le scale e i ritmi indiani nella struttura stessa delle composizioni. Il loro approccio rifletteva un profondo rispetto per le diverse culture musicali.

Negli Oregon, Towner non era solo il chitarrista, ma il compositore principale. Molti dei suoi brani iconici, come "Icarus", sono nati o sono stati portati alla massima espressione con quella formazione. Il gruppo gli permetteva di essere un "orchestratore", usando l'oboe di Paul McCandless come se fosse la voce di un soprano e le percussioni di Collin Walcott come un battito ancestrale.

Il poeta della 12 corde

Benché negli ultimi anni fosse tornato all'amata chitarra classica, è sulla 12 corde che Towner ha costruito un'identità. La sua formazione musicale nasce dal pianoforte, quindi aveva bisogno di uno strumento che avesse la stessa ricchezza armonica dei tasti bianchi e neri. Con le sue coppie di corde, la chitarra a 12 corde offre una risonanza naturale e una complessità di armonici che la chitarra classica a 6 corde non può raggiungere.

Quello strumento gli ha permesso di creare trame orchestrali: mentre suonava una melodia, le altre corde creavano un tappeto sonoro denso, quasi come se ci fosse un'intera sezione d'archi o un pianoforte in sottofondo. La maggior parte dei chitarristi usa la 12 corde con il plettro: Towner no. Tutto fingerstyle, usando una tecnica derivata dalla chitarra classica, per avere un controllo polifonico totale.

Il termine tecnico per l'effetto della 12 corde è chorusing naturale. Dal momento che è quasi impossibile accordare due corde vicine in modo assolutamente identico, si creano delle micro-oscillazioni che danno al suono una profondità e un'ampiezza spaziale incredibili. Per Towner, questo era perfetto per evocare quegli spazi aperti e quelle atmosfere rarefatte tipiche del sound ECM (il suono tipico dell'etichetta discografica tedesca ECM Records, nota per il suo jazz riflessivo e malinconico, con un approccio più europeo, in contrasto con il jazz americano più bluesy).


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