Per festeggiare il loro ritorno in tour dal prossimo aprile, dopo sei mesi di lontananza dalle scene, i Bring Me The Horizon preparano i fan con un’esperienza da vivere nelle sale cinematografiche. Prima di ritrovare il pubblico accalcato sotto al palco, la band invita a scatenare mosh pit anche al cinema, solo il 25 e 28 marzo 2026, in occasione di “L.I.V.E. in São Paulo (Live Immersive Virtual Experiment)”, il film-concerto che documenta il più grande show da headliner della sua carriera, andato in scena il 30 novembre 2024 all’Allianz Parque Stadium di San Paolo davanti a circa 50.000 fan. Sale così l'attesa per rivedere il gruppo nuovamente in azione anche in Italia, quando il prossimo 2 luglio i Bring Me The Horizon saranno protagonisti di uno show al Ferrara Summer Festival, nella suggestiva cornice di Piazza Ariostea, a due anni di distanza dal loro ultimo passaggio tricolore.
Alla proiezione in anteprima per la stampa a Milano, l’esperienza in sala con i Bring Me The Horizon si apre con le testimonianze dirette di alcuni fan, molti dei quali raccontano come negli anni abbiano stretto un legame profondo con la musica del gruppo britannico, da chi nelle canzoni ha trovato la forza per superare un lutto a chi ha dedicato alla band molteplici tatuaggi. Il film-concerto prende poi ufficialmente il via con un avvertimento: “This concert contains scenes of explicit violence and gore”, “Questo concerto contiene scene di violenza esplicita e sangue”. Per chi non è nuovo a un concerto di Oli Syke e soci, sa bene che nulla di violento accadrà realmente, ma alla band negli ultimi anni piace costruire le scenografie e gli immaginari dei propri progetti come se fossero dei videogame sparatutto o apocalittici.
Inevitabilmente, l’inizio dello show si costruisce come una sequenza interattiva sul grande schermo, con una schermata iniziale che richiama un videogioco di ispirazione anime e un invito esplicito ad “iniziare la partita”. I Bring Me the Horizon invitano così nuovamente il pubblico a immergersi in una nuova storia, restando però nell’immaginario già sviluppato con il "Survival Horror Tour”, tra scenari apocalittici e riflessioni sulla dissoluzione dell’umanità. A guidare il racconto è ancora E.V.E., entità artificiale dalle sembianze di una creatura femminile, un po’ mitologica e un po’ fantascientifica, che introduce il pubblico a una simulazione estrema e lo mette di fronte a un’imminente apocalisse e sul fallimento dell’umanità. La band prende ora posizione su una scenografia a più livelli che richiama l’architettura di una cattedrale gotica riprodotta digitalmente con i visual, schierando il frontman Oli Sykes, il batterista Matt Nicholls , i chitarristi Lee Malia e John Jones, insieme al bassista Matt Kean. “DArkSide” segna l'inizio del concerto e l’esplosione dell’energia collettiva, con la furia del pubblico che si scatena in un unico grande pogo, qui ripreso, scrutato e smembrato dalle telecamere.
Co-diretto da CiRCUS HEaD, e presentato nei cinema da Trafalgar Releasing insieme a Sony Music Vision e RCA, “L.I.V.E. in São Paulo (Live Immersive Virtual Experiment)” restituisce la foga, l’impatto e l’immediatezza di uno show dei Bring Me The Horizon attraverso una produzione cinematografica che unisce una copertura multi-camera e spettacolari riprese con droni, insieme a una serie di sovrimpressioni stile videogame con targeting, marcatori reticoli e tag informativi. Le stesse canzoni sono trasformate in una sorta di missione, venendo etichettate all’interno di un’estetica HUD da sparatutto. “Darkside”, per esempio, viene presentata con la didascalia “emotional fragility evaluation”, “analisi della fragilità emotiva”. Anche in un cinema, il rapporto tra palco e platea viene restituito totalmente. Nonostante anche al concerto a San Paolo le interazioni tra frontman e fan siano quasi assenti a parole, il cantante sa trascinare i presenti e l’intensità emotiva si amplifica nei cori collettivi, con il pubblico che arriva spesso a coprire la voce di Oli Sykes, trascinato in un flusso continuo di partecipazione tra fragilità, tensione e liberazione.
“L.I.V.E. in São Paulo (Live Immersive Virtual Experiment)”, dal prossimo 10 aprile disponibile anche come album fisico e in digitale, è così una testimonianza diretta e senza filtri della forma live che la band ha affinato negli ultimi anni, proposta al cinema senza interruzioni e restituita nella sua interezza. La narrazione evolve di concerto in concerto e qui trova una sintesi compiuta anche grazie ad alcuni elementi in più rispetto a show precedenti. Come si vede dal film-concerto, a differenza dell’ultimo live italiano tenuto dalla formazione inglese, visto a Milano nel 2024 (qui il nostro racconto), in Brasile la creatura gigante che appare sullo schermo mentre la cattedrale della scenografia viene distrutta è dotata di voce e interagisce con il pubblico, aggiungendo un ulteriore livello alla costruzione scenica tra l’esecuzione di “AmEN!”, prima di scatenarsi su “Kool-Aid”.
Nell'ora e quarantacinque circa di film-concerto, la scaletta dedica grande attenzione all'ultimo progetto di studio, ma non mancano canzoni tratte dai precedenti lavori della band, come - tra gli altri - "Shadow moses" e "Can you feel my heart?” da “Sempiternal”, e gli immancabili cavalli di battaglia, tra cui “Drown” e "Throne" da "That's the spirit".
Con il loro più recente album "Post Human:NeX GEn" (qui la nostra recensione), i Bring Me The Horizon hanno dimostrato una traiettoria solida e riconoscibile, in termini di popolarità e successo, ma anche di originalità e personalità. Il merito va anche alla capacità del gruppo di tradurre il proprio suono e la propria immaginazione in uno show dal vivo di grade impatto e coinvolgimento. “L.I.V.E. in São Paulo (Live Immersive Virtual Experiment)” testimonia proprio questo e aumenta l’attesa per rivedere Oli Sykes e soci nella loro dimensione naturale, il palcoscenico.
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