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Com’è il “non” album perduto degli Slipknot: c’è Cristina Scabbia

15.04.2026 Scritto da Elena Palmieri

Dopo quasi vent'anni, sta per vedere la luce il progetto inciso da Corey Taylor, Jim Root, Sid Wilson e Shawn “Clown” Crahan nel 2008 e da decenni considerato come un "album perduto" degli Slipknot. Il disco si intitola “Look outside your window” (qui la storia) e, come già annunciato, è in uscita il prossimo 18 aprile esclusivamente in vinile per il Record Store Day 2026 in negozi selezionati. Finora erano stati i diretti interessati a disseminare dettagli, fornire anticipazioni e svelare la direzione sonora del progetto. Stando a quanto dichiarato negli anni dai quattro membri della formazione heavy metal mascherata, soprattutto dopo un'intervista di Corey Taylor del 2019, nei fan è ormai nata la curiosità di scoprire se "Look outside your window" suona davvero simile ai Radiohead e se ha comunque elementi tipici degli Slipknot. La vera sorpresa, svelata in queste ultime ore, però, è la presenza in due tracce dell'album della voce di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Colpisce il coinvolgimento della cantante italiana in un progetto a cui il suo nome non era mai stato legato in modo esplicito, anche se è noto che Cristina Scabbia e il chitarrista Jim Root hanno avuto una relazione tra il 2004 e il 2017. Il progetto, pubblicato in modo indipendente a nome “Look Outside Your Window” e con etichetta LOYW (acronimo del titolo), è nato parallelamente alle difficili sessioni di “All hope is gone” del 2008.

La notizia arriva dopo che in rete sono state condivise dai fan informazioni e descrizioni dettagliate sulle dieci canzoni  di "Look outside your window". Secondo quanto riportato in un post su Reddit, un negozio indipendente di vinili in Canada aveva già disponibile con una settimana di anticipo l’edizione del disco prevista per il Record Store Day, e chissà in quanti altri Paesi. In alcuni forum, infatti, hanno già iniziato a circolare ascolti del disco, magari non di altissima qualità, ma sufficienti a placare almeno in parte l’attesa di chi aspetta questo “album perduto” da quasi due decenni. Per fortuna, sembra che la pubblicazione di “Look outside your window” non si limiterà al Record Store Day, perché, come segnalato da diversi utenti su Reddit, una pagina poi rimossa del marketplace online del Record Store Day indicava una possibile uscita del disco in vinile, CD e digitale per il prossimo 12 giugno, mentre secondo alcuni il 19 maggio potrebbe arrivare un singolo come anticipazione, dal momento che quella data viene indicata come giorno di apertura dei preordini. In attesa di trovare una copia in vinile il 18 aprile o di ascoltare il disco in una futura pubblicazione più ampia, è già possibile farsi un’idea piuttosto precisa di “Look outside your window” attraverso le descrizioni dei fan.

Com'è “Look outside your window”

I pareri di coloro che hanno già avuto modo di ascoltare "Look outside your window”, sono accomunati dalla certezza che l'album non suona come i Radiohead, o comunque non nel modo in cui per anni è stato raccontato. Non sembra neanche completamente un lavoro che suona come gli Slipknot. Tra le descrizioni emerse sul web, molte concordato che l’atmosfera appare cupa, pesante, quasi soffocante, ma non ci sono scream, growl, doppia cassa o scratch, se non qualche tocco metallico e alcune sperimentazioni che rimandano agli Slipknot. Stando a chi ha già potuto mettere le mani su una copia dell'album o chi lo ha già ascoltato, "Look outside your window” ha "qualche sfumatura shoegaze", momenti di una lentezza che "può far pensare ai Pink Floyd" come ispirazione, mentre in altri passaggi emerge una sensibilità che richiama i Deftones. Mentre su Genius.com, addirittura, sono già stati caricati i testi delle tracce di "Look outside your window”, in rete qualcuno ha già fatto un racconto completo di tutti i brani. Per qualcuno "Le canzoni sono migliori di quanto pensassi!", per altri, invece, non tutte sono degne di nota.

Da un utente che su Reddit ha riportato un track by track completo, la traccia di apertura “March 11th” viene paragonata a “My Pain”, nata per questo progetto e poi finita nell’album degli Slipknot “We are not your kind” del 2019, mentre “Moth” è descritto come un brano più interessante, con momenti di Jim Root che convincono seppur “non suonano come il solito materiale degli Slipknot”. Al contrario, i versi della successiva “Dirge” vengono collegati a quelli della band mascherata, mentre “Corey usa la sua voce ‘spettrale’ con testi altrettanto spettrali, mentre Clown fa qualcosa di un po’ pretenzioso sullo sfondo”. Arrivano ora i contributi di Cristina Scabbia. Divertente notare come nei crediti della copertina del disco, al nome della frontwoman dei Lacuna Coil venga erroneamente aggiunta una “H”. “Christina”, quindi”, che è anche il titolo della quarta traccia del disco, un pezzo della durata di poco più di un minuto che si rivela essere uno spoken word in italiano senza musica. La melodia della successiva “Is real” viene accostata a “Not Long For This World”, mentre Cristina Scabbia arricchisce il pezzo tra eco, coro e controcanto, fino allo spoken word finale sempre in italiano. Di “Anyway”, poi, viene apprezzato il “mix stereo” e “l’importante prova vocale” di Corey Taylor, oltre al “ritornello trascinante, molto poco Slipknot”. “In Reverse” è poi il brano in cui il cantante viene definito “sdolcinato” e “Toad” ricorda “Circle” di “Vol. 3: (The Subliminal Verses)”. Potrebbe essere intere… ah no, niente. Clown canta. (nota: qualcuno lo distrae con le chiavi della macchina e Corey prende il microfono dopo la prima strofa). “Juliette” è bollata come “una canzone discreta, un po’ incompiuta e con un riff classic rock”, e la conclusiva “U can’t stop this” viene riportata come “poco più che riempitivo”.

La storia di “Look outside your window”

È sbagliato definire “Look outside your window” come un "album perduto" degli Slipknot, essendo sempre stato un corpo separato, nato dentro la stessa stagione creativa ma fuori dalla vera identità del gruppo. Le sue origini risalgono alle sessioni di “All hope is gone”, nel 2008, quando la lineup a nove elementi era impegnata a registrare il quarto album ufficiale e, in parallelo, un nucleo più ristretto composto da Corey Taylor, Jim Root, Shawn “Clown” Crahan e Sid Wilson cominciò a sviluppare in uno studio separato del Sound Farm Studios di Jamaica, Iowa, un materiale completamente diverso, più melodico, più atmosferico, più libero. Da una parte c’era la macchina Slipknot, abrasiva, rumorosa, in piena tensione interna, e dall’altra prendeva forma una deviazione che non aveva spazio nel repertorio della band e che fin da subito venne percepita dagli stessi coinvolti come qualcosa di autonomo, quasi un laboratorio emotivo.

Negli anni, i racconti dei musicisti hanno contribuito a costruire il mito del disco. Clown ha spiegato più volte come tutto nacque quasi per caso, da un lavoro avviato con Jim Root e poi allargato a Taylor e Wilson, mentre Corey Taylor nel 2019 arrivò a descrivere quel materiale come “molto più melodico” e “molto più alla Radiohead”, una definizione che ha finito per accompagnare il progetto fino a oggi più come leggenda che come fotografia fedele del suo suono. Jim Root, a sua volta, ha ricordato sessioni fuori dagli schemi, fatte di sperimentazioni, intuizioni, suoni cercati in modo quasi artigianale, strumenti acustici, percussioni minimali e attenzione ossessiva alle atmosfere. In quel contesto, “Look outside your window” divenne una sorta di valvola di sfogo per quattro membri degli Slipknot che, nel pieno di una fase complessa per la band, avevano bisogno di uno spazio diverso in cui muoversi.

Le registrazioni principali si svolsero tra febbraio e giugno del 2008, ma la post-produzione si trascinò per anni. Nel tempo si sono susseguite promesse, ipotesi di uscite a sorpresa, dichiarazioni contraddittorie, nuovi slittamenti dovuti alla pandemia, ai tour, al Knotfest, agli altri album del gruppo e anche alle aspettative spropositate costruite attorno a un oggetto sempre evocato ma mai pubblicato. A un certo punto Corey Taylor arrivò perfino a dire di sperare che il disco non uscisse mai, mentre Jim Root, esasperato dall’attesa, raccontò di aver minacciato più volte di caricarlo illegalmente su YouTube e chiuderla lì. L'uscita di “Look outside your window” arriva così a mettere ordine nel racconto. Si sapeva già da tempo che il disco fosse composto da più di una decina di tracce e che due canzoni nate da quelle stesse giornate, “’Til We Die” e “My Pain”, avessero in qualche modo trovato posto altrove nella galassia Slipknot. Il momento di ascoltare il 


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