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Com'è il disco dei Geese per la Third Man di Jack White

24.02.2026 Scritto da Mattia Marzi

Dei Geese vi abbiamo parlato qui: sono la rock band più chiacchierata del momento, che divide per via di quell’attitudine iconoclasta e quasi punk con la quale si approccia al genere. In questi mesi hanno raggiunto traguardi giganteschi. Il loro “Getting killed” è stato incensato dalla critica specializzata mondiale e proclamato come uno dei dischi migliori del 2025. Cameron Winter e soci hanno chiuso l’anno con alcuni dei loro più grandi concerti da headliner fino ad oggi e il 2026, dopo il debutto al Saturday Night Live come ospiti musicali (uno di quegli eventi che consacrano le carriere delle star della musica, negli Usa), si preannuncia ancora più grande, all’insegna di esibizioni sui palchi di alcuni dei più grandi raduni live del mondo, come il Coachella, il Governors Ball e il Bonnaroo. I Geese lo aprono con un album, questo “Live at Third Man Records”, che esce questo venerdì per l’etichetta fondata da Jack White, per non dimenticarsi da dove arrivano.

Poche settimane prima di pubblicare “Getting killed”, i Geese sono saliti sul palco del The Blue Room della Third Man Records di Nashville, Tennessee, per presentare il disco per intero. La speciale performance, registrata dal vivo direttamente su acetato lo scorso 11 giugno, ha catturato l'intensità pura della band e l'elettricità di un pubblico sold-out, attaccato a ogni nota. Ne è venuto fuori un disco che rientra nella serie “Live at Third Man Records”, ormai un appuntamento di culto (hanno inciso un album per l’etichetta di Jack White anche gli Iron & Wine, Billie Eilish, William Tyler e molti altri), una registrazione live unica nel suo genere che racchiude l'energia, l'urgenza e l'entusiasmo che circondano una delle band più chiacchierate del momento.

L’album contiene interpretazioni dal vivo di diversi brani di quello che sarebbe stato “Getting killed”, tra cui "Islands of Men", "Taxes", "Trinidad", "Bow Down" e "Au Pays du Cocaine”. Ci sono anche “”Space Race” e "I Will Let You Down", un brano solista del frontman Cameron Winter. Il disco arriva a ridosso dell'hype per “Getting killed” e offre una fotografia nitidissima della band: ritmi nervosi, cambi di dinamica, attitudine post punk e un tiro che dal vivo diventa ancora più incisivo. L’album cattura i Geese nel loro habitat ideale: palco, volume alto e urgenza rock.


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