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Chi è Lizzo oggi? Tra crisi, ritorno e un nuovo album

30.04.2026 Scritto da Elena Palmieri

"Rivendicare la parola ‘bitch’ è potere: significa prendere un’etichetta un tempo usata per sminuire le donne e trasformarla in una dichiarazione di sicurezza in sé e di amore per sé stessi senza scuse”: con questa dichiarazione affidata a un comunicato stampa, Lizzo ha annunciato l’uscita del suo nuovo album in studio. La notizia è arrivata dalla stessa popstar il giorno del suo 38esimo compleanno, lo scorso 27 aprile.

Il titolo del disco, in arrivo il prossimo 5 giugno, è appunto "Bitch” e viene ulteriormente approfondito dalla title track, che sarà pubblicata domani - 1 maggio - come singolo. Il prossimo progetto discografico della popstar sarà il primo lavoro di studio da “Special” del 2022 (qui la nostra recensione), dopo il quale la carriera di Melissa Viviane Jefferson, questo il nome all'anagrafe dell'artista, ha subito diversi scossoni a seguito delle accuse di molestie da parte di alcuni suoi ex dipendenti, tra cui ballerini e stilisti, seguite da momenti in cui la cantante sembrava volesse abbandonare la musica. Dopo aver fatto sapere nell’agosto 2024 di volersi prendere "un anno sabbatico per proteggo la mia serenità", Lizzo è tornata con un nuovo singolo, “Love in real life”, all’inizio del 2025. Al brano, che al tempo segnava la prima pubblicazione dell’artista dalla sua partecipazione alla colonna sonora di "Barbie" (qui la nostra recensione) nel 2023, ha poi fatto seguito la canzone “Still bad”. Il singolo che ha però riportato davvero in azione Lizzo è arrivato lo scorso marzo, intitolato “Don’t make me love u”, prima vera anticipazione di quello che è ora stato annunciato come il suo nuovo album, “Bitch”.

Chi è davvero Lizzo oggi per il pubblico?

A centrare il punto è stata Brittany Spanos in un articolo per il "Guardian", chiedendosi senza mezzi termini “Chi è davvero Lizzo oggi per il pubblico?”. Una domanda che arriva dopo anni in cui l’immagine della cantante sembrava cristallizzata, potente e riconoscibile, come dimostrato anche sul palco a Milano nel 2023 (qui il nostro racconto del concerto), costruita su un’idea di empowerment radicale, su un corpo esposto e rivendicato, su una presenza scenica che trasformava ogni performance in un atto politico oltre che musicale, e che invece oggi appare attraversata da crepe profonde.

Il punto di rottura è arrivato nel 2023, quando alcune ex ballerine hanno intentato una causa contro la popstar accusandola di molestie sessuali, body shaming e di aver creato un ambiente di lavoro ostile, accuse che si sono sovrapposte in maniera quasi violenta all’immagine pubblica di Lizzo come simbolo di body positivity e femminismo inclusivo, generando una frattura difficile da ricomporre tra narrazione e realtà percepita. Mentre l’artista ha continuato a respingere ogni accusa, definendole infondate e parlando apertamente di un attacco alla sua persona e alla sua carriera, il processo mediatico ha comunque inciso sulla percezione pubblica, amplificato da ulteriori testimonianze e da procedimenti legali ancora in corso.

A questo si è aggiunto un altro elemento altrettanto delicato, quello legato alla trasformazione del suo corpo, raccontata dalla stessa Lizzo in maniera trasparente, quasi quotidiana, come un percorso iniziato per il benessere mentale più che fisico, ma che inevitabilmente ha finito per alimentare un dibattito costante e spesso polarizzato. Tra chi ha celebrato il cambiamento e chi lo ha vissuto come una contraddizione rispetto al messaggio originario, l’artista si è trovata al centro di una narrazione che ha messo in discussione non solo la sua immagine, ma anche il suo ruolo culturale, fino a far emergere una domanda che resta ancora sospesa: cosa rappresenta oggi Lizzo, e per chi?

Verso il nuovo album

Nel tentativo di ridefinire questa identità, Lizzo ha continuato a muoversi su più fronti, cercando di riconquistare spazio anche attraverso la musica, senza però riuscire a replicare l’impatto immediato dei suoi successi passati. I singoli pubblicati nel 2025, pensati inizialmente come anticipazioni di un nuovo progetto, si inserivano perfettamente nella formula che l’aveva resa una presenza dominante nelle classifiche, costruiti su quel mix di funk rétro, energia pop e immediatezza che aveva trasformato brani come “Truth Hurts” e “Good as Hell” in fenomeni globali, ma non sono riusciti a entrare davvero nella conversazione mainstream, segnando una distanza evidente tra intenzione e ricezione.

Anche il mixtape "My face hurts from smiling", pubblicato a sorpresa, sembrava indicare una direzione diversa, più libera e meno levigata, quasi un ritorno alle radici hip hop degli esordi, con un suono meno costruito per la radio e più orientato alla sperimentazione, arricchito dalla presenza di collaborazioni di peso come quelle con Doja Cat e SZA, ma neppure questo progetto è riuscito a generare un’attenzione diffusa, restando confinato a una ricezione limitata.

Il vero tentativo di riattivare il racconto è arrivato con “Don’t make me love u”, un brano che riprende consapevolmente l’estetica sonora che aveva segnato la sua ascesa, mescolando suggestioni riconducibili a Tina Turner e Michael Jackson, ma soprattutto accompagnato da un videoclip fortemente simbolico, in cui Lizzo si confronta con una versione passata di sé stessa, più vicina all’immagine dell’era "Cuz I love you", in un gesto che diventa allo stesso tempo abbraccio e messa in discussione.

Eppure, anche in questo caso, la risposta del pubblico è apparsa tiepida, quasi distratta, segno di un rapporto che si è fatto più complesso e meno immediato, dove il dibattito sul corpo e sulla sua evoluzione sembra avere preso il sopravvento sulla musica stessa. In un contesto culturale in cui nuovi standard estetici e nuove dinamiche mediatiche ridefiniscono continuamente il modo in cui le artiste vengono percepite, Lizzo appare così sospesa tra ciò che è stata e ciò che sta cercando di diventare, mentre le sue apparizioni pubbliche e la sua presenza sui social restituiscono talvolta la sensazione di una ricerca ancora in corso, di un equilibrio non del tutto trovato.

“Bitch”

Dentro questo contesto si inserisce quindi l'annuncio di "Bitch", il nuovo album con cui Lizzo prova a riappropriarsi del proprio racconto, scegliendo un titolo che è già di per sé una dichiarazione, un gesto di riscrittura simbolica che affonda le radici tanto nella storia del pop quanto nella sua stessa traiettoria artistica. Il disco, in uscita il 5 giugno, sarà anticipato dalla title track, un brano che dialoga apertamente con l’omonimo successo del 1997 di Meredith Brooks e che richiama allo stesso tempo una delle frasi più iconiche della carriera di Lizzo, inclusa nel brano del 2019 “Truth hurts”, in cui dichiarava quel “I’m 100 per cent that bitch” diventato manifesto di un’intera fase.

Parlando dell’ispirazione dietro al progetto, l’artista ha spiegato in un comunicato stampa: "Rivendicare la parola “bitch” è potere: significa prendere un’etichetta un tempo usata per sminuire le donne e trasformarla in una dichiarazione di sicurezza in sé e di amore per sé stessi senza scuse". E ancora:

Ecco tracklist e copertina di "Bitch":

  1. A Toast
  2. Happy 2 Be
  3. Don’t Make Me Love U
  4. Bitch
  5. She Stole My Man
  6. Whose Hair Is This
  7. Little Black Cat
  8. That GRRRL
  9. Too Nice
  10. Like a Crime
  11. Goodmorning!

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