Il live di Noyz Narcos al Forum di Assago ha un sapore diverso. Non è un Forum e basta, non c’entra niente con posizionamenti di mercato o ricerca di uno status: è il punto d’arrivo di oltre vent’anni di carriera, il momento in cui un percorso nato nell’underground, tra le fila dei Truceboys e del TruceKlan, dopo quello della sua Roma, si prende il palco di un altro dei palazzetti più importanti d’Italia, senza snaturarsi e senza prendere scorciatoie per arrivare sotto quei riflettori. A sottolinearlo, a un certo punto, è Salmo, con cui il rapper romano forma una coppia mostruosa, quando gli dice dal cuore: “Guarda questa folla Ema…te la meriti tutta”. È una frase che fotografa perfettamente il senso della serata. Un primo Forum, simbolicamente, molto simile a quello di Fabri Fibra del settembre 2025: vette, frutto di sacrificio e dedizione, di strade diverse, di amore per quello che si fa. Il pubblico è parte fondamentale di questa unicità.
Non è il classico pubblico di una parte del rap mainstream: è un miscuglio generazionale. Ci sono i “pischelli”, certo, ma anche gente cresciuta con lui. Tatuaggi, magliette rock, metal, rap hardcore: come da tradizione è una platea più vicina al punk che a molto del rap patinato di oggi. È identità, non moda. Nel cuore del parterre, in mezzo a questa folla di “Dope Boys” di varie generazioni, tra poghi, rituali, fumo, braccia al cielo e salti forsennati, già dopo il primo blocco di pezzi, che si apre con “Ultimo banco” e finisce con “Mosche nere”, c’è chi giura di non aver mai visto Noyz Narcos così in forma in tutti questi anni. Ed è vero. E non è una questione di banalizzare tutto con parole come “è leggenda”, “è epico” o “è culto”, quelle lasciamole ai fanboy. Qui si parla di peso, di percorso, di statura artistica, di messaggio: non c’è un percorso uguale per tutti, si può vincere a proprio modo, con le proprie idee e con i propri tempi.Ad accompagnarlo, posizionato dentro la carcassa di un’auto, c’è Sine, ai controlli, che fa le doppie e le sporche, ricordando a tutti, ce ne fosse ancora bisogno, che cosa significhi fare musica. No, non è schiacciare un pulsante e far partire una base. Il produttore e dj ci mette la voce, lo scratch, non sbaglia un attacco e crea un tappeto musicale su cui Noyz atterra come un condor. Il live, della durata di due ore e mezza, è puro rap. Barre affilate come lame, a tratti senza prendere fiato, una presenza lucidissima. A parte un calo nel finale, tra qualche accenno di stanchezza e alcuni problemi tecnici che allungano in modo un po’ frustrante il passaggio da un pezzo all’altro, quello di Noyz è uno dei concerti rap più solidi visti al Forum. Dal punto di vista scenico, l’immaginario è coerente fino in fondo: oscuro, disturbante, cinematografico.
L’influenza di registi come Lucio Fulci, Dario Argento, Wes Craven e John Carpenter si sente nei visual curati da Marco Proserpio: il palco è dominato da un mega ledwall e da un parallelepipedo che diventa struttura narrativa, fino all’elemento scenico della sedia elettrica. Ed è proprio lì che terminerà lo show: occhi chiusi, le barre sputate a denti stretti “Faccio tutto il cazzo che sognavo da regazzino” di “Stesso Dio”, e poi la “scarica”. Un finale da “anti-idolo”. La scaletta funziona come un viaggio temporale: dai pezzi storici e amatissimi come “Quelle notti”, “Merda music”, “Zoo de Roma”, “Attica”, la travolgente “Verano Zombie” con Gemello, “uno che c’era dall’inizio”, fino all’ultimo capitolo “Funny Games”, che amplia l’estetica horror, filo conduttore del live. Per divorare la notte del presente, è necessario ricordare il passato, la storia.
Quando salgono sul palco Danno per “Karasho” e Tormento per “My Love Song”, si percepisce chiaramente uno scarto tecnico e di presenza rispetto a molti ospiti più giovani: non è nostalgia, è proprio scuola. Sono due maestri che Noyz ha voluto con sé. Ci sono anche i fratellini più piccoli, uno su tutti Kid Yugi, che ne incarna l’eredità. Su Salmo c’è poco da dire: è il suo “partner in crime” preferito. Insieme, con “Mic Check”, generano una bolgia. C’è divertimento, ma anche consapevolezza, uno dei balance della poetica di Noyz, soprattutto in questa sua fase della vita, forse anche frutto della sua paternità: quando dedica “Sinnò Me Moro”, con la produzione da brividi di Night Skinny, a Willy Monteiro, ucciso di botte nel 2020 per aver cercato di sedare una rissa e difendere un amico, fatto di cronaca raccontato anche nel bellissimo film “40 secondi” diretto da Vincenzo Alfieri, il concerto tocca uno dei suoi punti più alti. È un momento commovente: il pubblico continua a cantare il ritornello in coro, anche dopo la fine del pezzo, a cappella. Come se fosse un esorcismo. Scorre sulla pelle e lo si riconosce subito: è lo spirito dell’hip hop.Scaletta:
Ultimo Banco
Back Again
John Belushi
Sniper
Giornata Storta
Funny Games
Quelle Notti
Nemico Pubblico / Mi Casa
Mosche Nere
Drugstore / Bloodymary
Dedicated feat. Rasty Kilo
Celebrità feat. Papa V & Nerissima Serpe
Finale Diverso feat. Shiva
Cronaca Quotidiana
Merda Music
Karasho feat. Danno
Sinno Me Moro
Non Dormire / Shaboo
Il Mio Amico feat. Kid Yugi
Mic Check feat. Salmo
Incubi feat. Salmo
Respira feat. Salmo
My Love Song feat. Tormento
Virus / M3
Dope Boy
Lacrime e Sorrisi
Squalo Bianco
Zoo de Roma
RIP
Attica
Verano Zombie feat. Gemello
Stesso Dio
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