John Francis Bongiovi Jr per l'anagrafe, Jon Bon Jovi per il resto del mondo. Il cantautore e attore del New Jersey compie oggi 64 anni: un traguardo da celebrare con tutti gli onori del caso, perché non sono molte le voci che possono dire di aver cantato inni generazionali, canzoni-simbolo con una potenza vocale da pelle d'oca, quando il pop rock degli anni Ottanta richiedeva una spinta trainante.
Il suo Everest vocale
Jon Bon Jovi è tecnicamente un tenore leggero con una forte base baritonale naturale. Negli anni '80, il suo timbro era caratterizzato da una brillantezza "nasale" (non in senso negativo, ma come risonanza superiore) che gli permetteva di tagliare il mix delle chitarre sature di Richie Sambora.
L'esempio più iconico, il suo "Everest" vocale che in molti ancora provano a scalare, è sicuramente "Livin' on a Prayer". Nelle strofe ("Tommy used to work on the docks..."), Jon utilizza un registro di petto sporco, quasi parlato; usa molto fiato per dare quel tono confidenziale e roco, tipico dello stile storytelling del rock statunitense.
Più ci si avvicina al ritornello e più la pressione subglottica aumenta, passando dal registro di petto a un mix medio. Le note iniziano a salire verso il passaggio, il punto di rottura tra voce di petto e di testa, e l'uso della compressione laringea diventa evidente: Jon stringe leggermente lo spazio faringeo per ottenere quel graffio (grit) che dà mordente alla frase "She says, we've got to hold on...".
Nel ritornello c'è un passaggio di tonalità cruciale, dove Bon Jovi raggiunge la nota più alta della canzone. Per arrivarci, Jon non usa il falsetto (che risulterebbe debole), ma una voce di testa rinforzata. Per mantenere il corpo della nota senza spezzare la voce, modifica le vocali: la "a" di "Prayer" diventa quasi una "e" chiusa. Questo restringe l'uscita del suono aumentandone la pressione e la proiezione.
Mantenere le aspettative
Dire che la tecnica usata in questo brano è dispendiosa è il minimo. È ciò che ha reso leggendarie le sue performance, ma è anche il motivo per cui, con l'avanzare dell'età, ha dovuto affrontare interventi chirurgici alle corde vocali. Cantare "Livin' on a Prayer" nella tonalità originale per 40 anni è un'impresa che sfida le leggi della biologia.
Negli anni '80, Jon cantava quasi esclusivamente di "petto spinto". Era un approccio muscolare: mandava molta aria contro corde vocali tese al massimo. Questo creava quel suono epico ma, a lungo andare, ha causato un assottigliamento e una perdita di elasticità dei tessuti (atrofia).
L'intervento a cui si è sottoposto serviva a "ispessire" una delle corde vocali che non si chiudeva più correttamente (paralisi o debolezza laringea). Post-operazione, utilizza un mix vocale molto più sottile. Invece di "sfondare" la nota alta con la forza, cerca di far vibrare le cavità nasali e frontali. Il suono è meno "grosso" e meno graffiante, ma molto più sostenibile.
Oggi, nel 2026, il timbro è più pulito, quasi cristallino rispetto al passato, perché non può più permettersi quel grit (il graffio rock) che infiammerebbe immediatamente i tessuti. Nei suoi ultimi concerti, canta molte strofe un'ottava sotto rispetto al disco per risparmiare energia per i ritornelli, mentre le armonie sono mixate molto alte, per consentirgli di appoggiare la voce su un tappeto corale sicuro. Sarà anche meno potente, ma può comunque vantare una maturità interpretativa che nel 1986 non poteva avere.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link