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Ascoltando gli AC/DC i Metallica fecero saltare il banco

04.07.2025 Scritto da Paolo Panzeri

La scena rock degli anni Ottanta era dominata dal glam metal, i Metallica disprezzavano le band campioni di quel genere musicale e si ponevano, con il loro thrash metal, in aperta contrapposizione. Quindi i fan furono sorpresi e si sentirono in un certo senso traditi quando scelsero quale produttore per il loro quinto album Bob Rock, che aveva lavorato in precedenza con gruppi quali Mötley Crüe, Bon Jovi e anche Loverboy.

Quella scelta apparentemente controintuitiva si rivelò, al contrario, una delle migliori scelte che i Metallica abbiano mai fatto in vita loro. Era il 1990, il precedente album del 1988 “…And Justice For All” (leggi qui la recensione) aveva portato il gruppo a un punto morto. C'era bisogno di un qualcosa di diverso. Il batterista Lars Ulrich ha spiegato che l'ispirazione per l'indirizzo musicale del nuovo album gli era venuta dalla sua ossessione per un'altra band. "Nel 1990 passai sei mesi ad ascoltare solo gli AC/DC. Questo ha cambiato completamente il mio approccio alla scrittura delle canzoni".

Il frontman della band James Hetfield, come scrive MusicRadar, aveva però la sensazione che qualcosa ancora non andasse. "Volevamo canzoni più brevi e più corpose. Ma non ho potuto fare a meno di pensare che fosse molto facile da capire, molto cantabile." Quel compito fu centrato con due canzoni: “Enter Sandman” e “Sad But True”. In entrambe è evidente l'influenza degli AC/DC.



“Enter Sandman” ha un riff dal suono sinistro che può ricordare “Hells Bells”, canzone di apertura dell'album degli AC/DC “Back In Black” (leggi qui la recensione), mentre il riff di “Sad But True” ricorda in un certo modo proprio “Back in black”. Il thrash metal, loro tratto distintivo, era invece presente in “Holier Than Thou” e “Through The Never”. Poi c'erano “The Unforgiven” e “Nothing Else Matters”.

Hetfield sulle prime non era del tutto convinto da “Nothing Else Matters”. "Cosa c'è nel non voler scrivere una canzone d'amore? È piuttosto facile. È un enorme segno di debolezza. Sei nei Metallica. Questa è hardcore. Che cazzo stai facendo? Ma quella canzone era per me. Parla dell'essere in viaggio, della mancanza di qualcuno a casa. Ma è stata scritta in modo tale da entrare in contatto con tante persone. Non parlava solo di due persone. Parlava di una connessione con il tuo potere superiore, di tante cose diverse."



Il nuovo album venne intitolato semplicemente “Metallica” e un altro richiamo a “Back In Black” degli AC/DC stava nella copertina: completamente nera. Tanto che quell'album, pubblicato nell'agosto del 1991, è conosciuto come il Black Album. E così come “Back In Black” è stato il disco più venduto degli AC/DC, il Black Album è stato il più grande successo dei Metallica. Ad oggi ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo. Insomma, la scelta di prendere Bob Rock come produttore non fu del tutto sbagliata.

(Articolo originale su Rockol.it)

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