Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Fuori stile, fuori linguaggio, fuori contesto. Chiamateli, se volete, gli antieroi di Sanremo. La storia del Festival è piena di personaggi così, che sembrano essere capitati nel tempio della canzone italiana, dove tutto deve essere calibrato, prevedibile, persino rassicurante, quasi per sbaglio. Personaggi che non cercano di piacere a tutti, che non si adattano, che portano la loro estetica e il loro mondo senza smussare gli angoli. A volte sono stati sottovalutati, a volte fischiati, altre volte ancora semplicemente non capiti. Ecco alcuni dei casi più iconici.
Rino Gaetano e “Gianna”: l’istrione che prendeva in giro tutti (1978)
«Un tempo sarei stato disposto a giurare che Sanremo fosse il santo protettore della tifoseria laziale, temibile avversario di San Romolo, ovviamente romanista. Poi crescendo è maturata in me la convinzione che si trattava invece di un ordine massonico che assegnava titoli nobiliari: re, reucci, regine, principi, pantere, tigri, capre. Quando finalmente ho capito che si trattava di canzoni, era troppo tardi (si fa per dire), ci ero già dentro»: così nel 1978 Rino Gaetano si presentava ai giornalisti accreditati al Festival di Sanremo alla vigilia della sua prima - ed unica - partecipazione alla kermesse, con “Gianna”. Il cantautore calabrese - ma romano d’adozione - sembra arrivare da un altro universo. Non è impostato, non è melodrammatico, non ha l’aria da cantante “serio”. Si presenta con cilindro, frac, atteggiamento scanzonato, quasi da cabaret. Eppure dietro quella leggerezza c’è un’intelligenza feroce. Rino è l’antieroe perfetto: canta come se stesse scherzando, ma sta dicendo cose vere. Porta un’ironia politica e sociale che a Sanremo era quasi un corpo estraneo. Il suo modo di stare in scena è una presa in giro elegante del sistema dello spettacolo stesso. Sembrava fuori posto. In realtà era avanti.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Elio e le Storie Tese e “La terra dei cachi”: Sanremo trasformato in satira nazionale (1996)
Quando nel 1996 arrivano Elio e le Storie Tese con “La terra dei cachi”, Sanremo entra in una dimensione surreale. Non solo perché la canzone è divertente e musicalmente impeccabile, ma perché gli Elii fanno qualcosa di rarissimo: prendono l’Italia e la mette a nudo, con sarcasmo chirurgico. La loro “La terra dei cachi” p una canzone comica, sì, ma anche un ritratto spietato del Paese, tra criminalità, ipocrisia, provincialismo: tutto raccontato con quel tono apparentemente leggero che rende il colpo ancora più forte. Nel tempio della musica italiana, dove spesso si celebra l’Italia più romantica e idealizzata, gli Elii portano l’Italia vera. Quella scomoda. Sono fuori posto come lo sarebbe un editorialista satirico durante una cerimonia ufficiale. Ed è proprio questo che li rende leggendari.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Carmen Consoli e “Amore di plastica”: la cantautrice alternativa in mezzo alle regole (1996)
La stessa edizione degli Elii e della loro “La terra dei cachi” segna anche il debutto, tra le “Nuove proposte”, di un’emergente Carmen Consoli. La cantantessa siciliana si presenta con “Amore di plastica”. E anche lei sembra un elemento estraneo. Consoli non ha l’impostazione sanremese, non gioca con le dinamiche del Festival, non cerca di piacere. È intensa, ruvida, autentica. La sua scrittura è più vicina al rock d’autore che alla canzone tradizionale italiana. In un’edizione piena di canzoni “da Festival” (per la cronaca: tra le “Nuove proposte” trionfa Syria con “Non ci sto” e la cantautrice siciliana si classifica solo ottava), Consoli porta un suono più alternativo. È un’antieroina che non urla e non provoca: semplicemente resta fedele a sé stessa.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Bluvertigo e “L’assenzio”: il glam elettronico che spiazza tutti (2001)
Nel 2001, l’edizione dei Placebo e della loro devastante performance, arrivano i Bluvertigo con “L’assenzio”. Estetica glam, elettronica, citazioni artistiche, suoni freddi e raffinati: Morgan e soci sembrano essersi persi uscendo da un club milanese, prima di ritrovarsi, chissà perché e chissà come, all’Ariston. Sembrano ospiti di un altro Festival, un Festival parallelo, più oscuro e moderno. In platea c’è anche Asia Argento, compagna di Morgan, in attesa della nascita della loro Anna Lou.
Contenuto in collaborazione con Jack Daniel’s
Afterhours e “Il paese è reale”: l’indie rock che entra dalla porta principale (2009)
Quando nel 2009 salgono sul palco gli Afterhours con “Il paese è reale”, succede qualcosa di simbolico: l’indie rock italiano entra ufficialmente nel tempio della musica mainstream. Manuel Agnelli porta sul palco un brano che punta ad accendere un riflettore sulla scena alternativa italiana. “Il paese è reale” viene infatti raccolto nella compilation “Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?)”: dentro ci sono brani di Paolo Benvegnù, Dente, Il Teatro degli Orrori, Zen Circus, Zu e molti altri. «Per quelli della mia generazione, nell'ambiente della cosiddetta musica alternativa, Sanremo era il demonio. Per questo decidemmo di andarci con spirito avventuroso pronti a duellare senza quartiere con mignotte e avventurieri», avrebbe ricordato Agnelli. Vincono il Premio della Critica, che consiste in un piatto argentato: «Ci mangiai un'aragosta intera la sera stessa nel disperato tentativo di fare qualcosa di decadente», l’aneddoto raccontato dal frontman della band.
La musica è nel DNA di Jack Daniel’s fin dalle sue origini: il suo inventore, Mr. Jack, grande appassionato e musicista, fondò nel 1892 la Silver Cornet Band, segnando l’inizio di un rapporto indissolubile con il mondo della musica. Nel corso dei decenni, Jack Daniel’s è diventato una vera e propria icona intergenerazionale: dai chitarristi alle prime armi che imparano i primi accordi, fino alle leggende che hanno scritto la storia del rock. È stato il whiskey d'elezione di Frank Sinatra e di icone come Mick Jagger, Janis Joplin, Jimmy Page e Robert Plant. Oggi continua a incarnare, nell’immaginario collettivo, l’essenza stessa del whiskey, simbolo di intere generazioni.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link