Negli oltre dieci anni di attività che lo hanno portato alla ribalta del panorama internazionale, l’australiano Nick Murphy ha oscillato con buona disinvoltura tra nomi, approcci e modalità espressive differenti. Con “A Love For Strangers”, riprendendo l'alter ego di Chet Faker, sembra aver trovato un punto di equilibrio tra introspezione e accessibilità, tra cura cantautorale ed elettronica raffinata.
Lacrime, non rimpianti
Il nuovo album si presenta come un mosaico che guarda tanto al passato quanto al presente, in un intreccio di storie che attraversano emozioni diverse e pure complementari che vanno dal desiderio di connessione umana alla difficoltà dell’allontanamento, dalla nostalgia alla ricerca di una nuova stabilità. Raccontando di come sia meglio accettare il dolore dopo una delusione piuttosto che rimpiangere di non aver mai conosciuto la felicità, in apertura “Over You” affronta il peso delle relazioni su campionamenti di batterie anni Novanta e con i fiati di “1000 ways” arriva una dichiarazione di accettazione: “A thousand ways to know you, a thousand ways to fall in love”. Dal primo singolo “Far side of the Moon” uscito lo scorso luglio, il tono agrodolce e controllato di tutto il lavoro è stato subito messo in chiaro, l’album ripercorre i bilanci personali di amore e morte del musicista originario di Melbourne con sonorità morbide e curate di sax e archi in crescendo.
Il mosaico delle emozioni
Registrato in gran parte nel silenzio dello studio privato di Murphy a Tucson, con la sola compagnia di qualche lucertola e il cinguettio degli uccelli, si snoda in un sottile equilibrio di pop, synth e R&B che da sempre rappresenta la cifra distintiva dell’artista. I dodici brani di “A Love For Strangers” offrono in questo modo una riflessione sui rapporti e su sensazioni spesso irrisolte, pur se in una versione più levigata rispetto alle uscite precedenti.
Tra le tracce più immediate spicca “This time for real”, in cui un’idea di possibile rinascita si manifesta attraverso armonie stratificate che richiamano l’immaginario di Bon Iver. Il contrasto tra melodie avvolgenti e background atmosferici evidenzia in maniera efficace la capacità di Nick di fondere sequenze digitali e strumentazione acustica, alternando passaggi più strutturati a episodi di gran lunga più essenziali. Ancora, in “Can you swim?” e nella struggente “Remember me” i tocchi del piano richiamano la sensibilità dei primissimi Coldplay, mentre le mancanze di “Inefficient love” e della conclusiva “Just my hallelujah” affrontano con lucidità le difficoltà sentimentali e la tensione verso una riconciliazione possibile, chiudendo il disco con una nota di speranza. A fare da collante tra i brani è la timbrica calda di Murphy, che qui prende soprattutto la forma di un dialogo interiore, dove i pensieri finiscono spesso per accavallarsi senza trovare del tutto una soluzione.
Riflessioni a voce pura
Lontano dagli approcci più soul ed energici visti in passato, “A Love For Strangers” si manifesta in una dimensione più intima e meditativa, con una varietà di toni tutt’altro che monocorde: tracce sospese convivono così con momenti di vulnerabilità più esplicita, creando un filo emotivo coerente che attraversa l’intero album. In questo senso Nick Murphy sembra voler mettere l’accento non solo sulle sue capacità di produttore attento ai dettagli, ma anche a quelle di narratore, in grado di raccontare relazioni, ricordi e speranze con un’inedita delicatezza sonora che diventa cifra stilistica.
L’album è così una dimostrazione di equilibri tra esitazioni, silenzi e aperture romantiche offrendo una scaletta che trasmette le visioni di un artista saldo nei propri punti di forza, ma comunque desideroso di esplorare nuove sfumature e gradienti. Un ritorno raffinato, che conferma la capacità di Chet Faker di evolvere, pur restando fedele alla sua falsissima identità.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link