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A La Prima Estate la celebrazione del culto di Nick Cave

27.06.2026 Scritto da Elisabetta Castelli

La prima giornata del secondo weekend de La Prima Estate non è solo quella dove Nick Cave era l’headliner, perché in realtà è stata una vera e propria celebrazione del culto di Nick Cave.

Quella che abbiamo visto a Lido di Camaiore è stata una liturgia e una lezione di ispirazione da parte del cantante australiano nell’unica data italiana di questo nuovo tour europeo con i suoi Bad Seeds nella stessa formazione del Wild God Tour di due anni fa. Il nuovo album “Wild God” è il pezzo forte del concerto, ma la band suona principalmente un’equilibrata selezione di brani tratti da tutta la loro discografia.

Una partenza straripante

Cave parte subito in quinta con “Get ready to love” e “From hell to eternity” tuffandosi nella folla. Innanzitutto: è incredibile quanta energia Nick Cave abbia ancora a 68 anni. E no, ovviamente non è strano essere ancora in forma a 68 anni. Ma Nick Cave si lancia sul palco per due ore e mezzo di fila, in un modo che farebbe invidia persino ai trenta-quarantenni. Scalcia, agita le braccia, corre, si inginocchia e si rialza con agilità, si tuffa tra il pubblico e poi corre su per le scale fino al suo pianoforte. La sua imprevedibilità conferisce alla sua performance anche qualcosa di pericoloso, una minaccia elettrizzante. Ma per quanto oscure o minacciose possano a volte essere le sue canzoni, in definitiva Cave è un predicatore d’amore. Questo concetto viene ribadito ancora una volta stasera dalla presenza di un coro gospel composto da quattro elementi, tre donne in lunghe vesti bianche scintillanti e un uomo in raso nero. Essi tirano fuori Cave dall'oscurità e lo conducono verso la redenzione.

I momenti da segnalare

Nick Cave è pienamente concentrato, con la mente, l'anima e il corpo totalmente presenti nel qui e ora, su questo palco, con questo pubblico. Lo si vede nei suoi movimenti, nello scintillio nei suoi occhi, nella delicatezza con cui tocca le mani tese delle persone in prima fila. E il pubblico ricambia con applausi e urla. Lui è talmente concentrato sul concerto che spesso si dimentica di dove si trova - per un paio di volte cita Pisa, dove evidentemente è atterrato, invece di Lido di Camaiore.

Sono stati tanti i momenti salienti: “O Children” cantata con un basso profondo e culminata quando alza di peso un bambino dalle prime file, abbracciandolo, ”Train Long-Suffering” che non veniva messa in scaletta da più di 30 anni, “Red Right Hand” cantata come un coro da stadio dagli oltre 10 mila del Parco BussolaDomani e anche il finale apocalittico di “Jubilee Street” e "Hiding All Away”.

In tutto questo i Bad Seeds dietro di lui sono una macchina da guerra: puntuali, ma anche capaci di generare un catartico caos organizzato. Su tutti il fedele Warren Ellis alla chitarra e al violino e il basso preciso di Colin Greenwood (“che abbiamo rubato ai Radiohead” come lo presenta scherzando Cave).

Prima di Cave

Ma La Prima Estate è innanzitutto un festival e l’attesa di questo concerto monstre è stato quindi accompagnato da esibizioni molto diverse ma tutte interessanti: a partire da Dove Ellis e il suo neo-folk romantico e trasversale, seguito dalla calda voce di Emiliana Torrini che ha avuto l’effetto di un abbraccio quando il sole si stava abbassando, per finire poi con l’irriverente elettronica post-punk degli Sleaford Mods che come sempre divide il pubblico.

Stasera si prosegue con i Gorillaz, Wolf Alice e Nation of Language, mentre domenica la quinta edizione del festival di Lido di Camaiore si chiude con la data unica dei Twenty OnePilots preceduti da Wet Leg e Midnight Generation.

La scaletta

Get Ready For Love 

From Her To Eternity 

Train Long Suffering

Wild God

O Children

Tupelo

Carnage

Joy

Rings Of Saturn 

Bright Horses

Henry Lee

Mercy Seat

Papa Won't Leave You, Henry 

Red Right Hand 

Jubilee Street 

Hiding All Away 

Hollywood

 

City Of Refuge

Weeping Song

Wide Lovely Eyes 

Into My Arms 


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