in occasione della giornata mondiale della Commedia dell’arte
SCARAMUCCIA
soggetto originale e regia di Marco Zoppello
con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Marco Zoppello ed altri 2 attori in via di definizione
Produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano
Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni.