I PERSIANI
di Eschilo
regia di Giovanni Ortoleva
con Valentina Picello (Atossa), Enrico Campanati (Coro), Pietro Giannini (Messaggero - Dario - Serse)
scene Emanuele Conte
costumi Daniela De Blasio
musiche Pietro Guarracino
produzione Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse
I Persiani, la tragedia più antica che ci sia arrivata, trae spunto dalle cronache del tempo in cui Eschilo scrive - e in qualche modo dalla sua biografia. È impressionante che il primo testo teatrale che conosciamo abbia una relazione così stretta con la realtà in cui venne scritto e messo in scena, e che sia peraltro l’unica tragedia classica a non essere tratta dal mito: lo rende un oggetto particolarmente significante, che porta la polis a confrontarsi con la sua Storia politica.
Nella reggia di Susa, la regina Atossa viene a sapere della sconfitta del suo esercito riportata a Salamina, in un crescendo drammatico che vede l’apparizione dell’ombra di Dario, il re defunto, e culmina con l’arrivo di Serse, il sovrano sconfitto. La vittoria dei greci a Salamina è data 480 a.C., 8 anni prima della rappresentazione del testo ad Atene: gli eventi narrati sono materia ancora scottante per il pubblico dell’epoca, e forse in modo particolare per l’autore, che alcuni storici sostengono avesse preso parte alla battaglia.