Uno spettacolo multidisciplinare, che intreccia danza, musica e parole che vede in scena per la danza l’étoile Emanuela Bianchini, il primo ballerino Damiano Grifoni ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance, per la parola Lia Careddu, per la musica live le voci di Flo e Serena Pisa, il direttore musicale Ernesto Nobili (chitarra, plettri), Erasmo Petringa (violoncello, basso), Francesco Di Cristofaro (piano, flauti, fisarmonica), Marco Caligiuri (batteria percussioni, elettronica), e l’orchestra d’archi di Europa InCanto, con le musiche riarrangiate di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Renato Zero, i testi di Grazia Deledda, le coreografie di Emanuela Bianchini e Mvula Sungani e l’ideazione e la regia di Mvula Sungani.
La creazione nasce per raccontare una figura iconica dell’universo femminile: Grazia Deledda. Un modello di talento e resilienza che ha trasformato la cultura italiana senza clamore, ma con forza duratura. Una donna che, con i fatti e con un coraggio straordinario per la sua epoca, ha aperto un varco verso l’emancipazione.
La volontà è quella di raccontare storie di madri attraverso lo sguardo dei figli maschi, cantautori, autori e poeti che, nei loro testi, si sono interrogati su come essere uomini migliori accanto alle donne, attraversando le proprie fragilità e dando voce a una figura maschile sensibile, capace di riconoscere l’amore nella sua profondità più autentica, fino alla possibilità del sacrificio. È ciò che accade ad Anania, figlio di Olì, la madre sfortunata protagonista di Cenere, nel momento in cui comprende che l’amore non è solo desiderio, sogno o affermazione di sé, ma anche responsabilità, cura e riconoscimento del dolore dell’altro. La scena diventa così il luogo di una consapevolezza, l’arte, attraverso la parola e la musica, ha contribuito a formare nelle generazioni uno sguardo maschile più giusto, più fragile e più consapevole. Uno sguardo educato dai versi di quei poeti che sono stati ascoltati, cantati e interiorizzati, fino a trasformarsi in memoria emotiva e in possibilità di cambiamento.