Il Salone di Pietro da Cortona è al centro del complesso architettonico di Palazzo Barberini e deve il suo nome allo spettacolare affresco della volta
Gian Lorenzo Bernini progettò, con grande libertà inventiva e senza rapporto con il disegno della facciata, uno spazio vuoto di dimensioni monumentali, il Salone, che costituisce, insieme con la Sala Ovale, il cardine dell'edificio. Sulla vastità delle pareti risaltano gli aggetti delle porte e del grande camino disegnato dallo stesso Bernini, e decorato alla sommità con il sole, emblema barberiniano.
Lo spazio architettonico del salone è strettamente legato a quello illusorio della volta. L'architettura reale del cornicione prosegue nelle finte architetture a monocromo dell'affresco che collegano lo spazio interno all'aperto della volta celeste, dove si celebra l'apoteosi della gloria del papa Barberini e della sua famiglia.
Lo spettacolare affresco di Pietro da Cortona rappresenta una pietra miliare nella storia della pittura barocca. Raffigura il Trionfo della Divina Provvidenza, tema elaborato dal poeta di corte Francesco Bracciolini con l'intento di celebrare papa Urbano VIII. L'artista concepì la composizione come un gigantesco vortice di figure, elementi naturali e architettonici che coinvolgevano lo spettatore in una straordinaria esperienza visiva ed emozionale. La volta, aperta sul cielo, è suddivisa in cinque zone da una finta cornice monocroma. La scena centrale - dove campeggia l'emblema "vivente" della famiglia Barberini con le tre api che volano all'interno di una corona d'alloro sostenuta dalle tre Virtù Teologali - allude al governo spirituale del papa. Gli episodi raffigurati nei quattro settori laterali simboleggiano invece gli effetti del "buon governo" durante il pontificato di Urbano VIII.