Dopo quarant’anni di carcere, Cosimo Rega, detto Sumino ‘o falco, ex camorrista, condannato all’ergastolo, oggi semi-libero per sentenza del tribunale di Roma, apre la sua cella nella tormentata notte del rimorso e dei ricordi, ma il buio lentamente svela una luce insperata.
Sulla scia infinita e inesorabile del testamento dantesco Sumino si lascia colpire da schegge, lapilli infernali che gli consentono di riconoscere lo smarrimento morale in cui versa e avanzare fino al doloroso risveglio della coscienza, fino a desiderare la “liberazione” in quel Paradiso che accoglie Dante alla fine del suo viaggio.
L’esperienza spirituale e la vicenda umana di Sumino sono indissolubilmente legate ad una determinante figura femminile che è la moglie Gelsomina, l’innocente, la solida struttura che consente il procedere della vita, il senso profondo dell’amore che non si insegna ma che alla fine di un difficile cammino si deve guardare con la stessadevozione che si deve ai miracoli. Regia Daniela Marazita.