A pochi giorni dal "suo" 4 marzo - che l'avrebbe visto compiere sessantanove anni - si è spento per un attacco cardiaco Lucio Dalla, una delle voci più grandi della canzone d'autore italiana: bolognese, classe '43, Dalla è stato cantante, regista e attore, oltre al genio che ha regalato alla storia della musica tricolore brani indimenticabili come "Piazza Grande", "Nuvolari", "L'anno che verrà", "Caruso", "Com'è profondo il mare" e moltissimi altri.
Sulle scene da quasi mezzo secolo, l'artista emiliano è stato al fianco dei più grandi - da Roberto Roversi a Francesco De Gregori, col quale collaborò per "Banana Republic" nel '79 e col quale tornò a collaborare in occasione di "Work in progress" - riuscendo a coniugare mirabilmente la tradizione alta (il jazz, suo grande amore, che affiorava nella sua passione per il clarinetto, il sax e per lo "scat", le escursioni vocali improvvisate) e quella più squisitamente "pop" (come dimenticare "Disperato erotico stomp", forse uno dei ritratti più disillusi - e divertenti - mai fatti del tradimento), e attraversando tutte le epoche socio-culturali dell'Italia moderna, dal beat al rock, riuscendo sempre e comunque ad uscire dal coro con la sua voce, unica e inconfondibile.
Fonte:
Rockol