Se il modern blues-rock avesse bisogno di un manifesto di pura potenza, quel manifesto avrebbe la faccia e le mani di Kris Barras. La sua storia è una delle più insolite, d'impatto e affascinanti del panorama musicale internazionale: per oltre dieci anni, Barras ha vissuto una doppia vita, combattendo a livello professionista come lottatore di MMA (Arti Marziali Miste) nelle arene di tutto il mondo e, contemporaneamente, studiando il blues e scrivendo riff. Una volta appesi i guantoni al chiodo, ha riversato la stessa identica ferocia, disciplina e fisicità nel manico della sua sei corde, portando la Kris Barras Band ai vertici del rock europeo. Il talento cristallino di Barras come virtuoso dello strumento è stato ampiamente consacrato dalla critica specializzata: è stato infatti votato ufficialmente tra i "Top 15 Blues Guitarists in the World" dalla prestigiosa rivista di settore MusicRadar e costantemente inserito nelle classifiche dei migliori chitarristi rock-blues emergenti della bibbia mondiale delle sei corde, Total Guitar. Punta di diamante della scuderia Mascot Records (la stessa etichetta di giganti come Joe Bonamassa e Black Stone Cherry), la band ha conquistato un successo commerciale straordinario per il genere. Il loro acclamato album Death Valley Paradise e il successivo Halo Effect hanno scalato le classifiche di vendita britanniche ed europee, piazzandosi direttamente nella Top 5 della UK Official Rock & Metal Albums Chart e debuttando nella prestigiosa Top 25 della classifica generale degli album più venduti nel Regno Unito (Official Albums Chart Top 100), un risultato storico per una band blues-rock indipendente. Vincitori del premio come "Best New Band" ai Planet Rock Awards, i loro brani sono in altissima rotazione nelle radio rock di tutto il continente.
Il sound di Barras è un crossover micidiale: la tradizione del blues del delta viene dopata da un'attitudine Southern Rock e ritornelli epici scritti per le arene. Kris Barras mette in scena uno spettacolo ad altissimo volume, un muro di suono graffiante e muscoloso che ridefinisce i confini del rock-blues contemporaneo.