Andrew Bird ha esordito nel 1996 con il suo primo album solista Music of Hair e da allora ha pubblicato una decina di album, collaborando con artisti del calibro di Jeff Tweedy, Glenn Kotche, Ani Di Franco, Rufus Wainwright e Bonnie “Prince” Billy, dando vita ad uno stile raffinato e originale ed affermandosi come uno dei talenti più geniali della scena indipendente americana degli ultimi 20 anni.
Nel 2009 aveva visto la luce Noble Beast, seguito del grande successo di Armchair Apocrypha, album che aveva venduto più di 100 mila copie in Usa e che aveva segnato la definitiva affermazione dell’autore anche presso un pubblico più ampio grazie ad una serie di memorabili partecipazioni agli show televisivi più influenti d’America. Noble Beast è stato pubblicato per l’etichetta Fat Possum ed è stato prodotto dallo stesso Bird.
Se Noble Beast aveva segnato il ritorno alle vecchie atmosfere folk-pop di Andrew Bird & the Mysterious Production of Eggs, abbandonando le variazioni elettroniche che avevano caratterizzato il precedente album Armchair Apocrypha, senza tuttavia dimenticare il gusto eclettico e originale che avvolge i suoi lavori, il nuovo album Break it Yourself ci offre un Bird ancora più diretto e emotivo da cui è impossibile non farsi trascinare.