La struttura del complesso di oltre cinquemila metri quadrati è costituita da una serie di pieni e di vuoti architettonici a base rettangolare di varie dimensioni e differenti altezze, che danno vita ad un vero e proprio labirinto di geometrie ortogonali.
Il progetto è stato curato dall’architetto Stefano Pupeschi.
Si trattava, racconta Pupeschi di creare un nuovo luogo teatrale e più esattamente un insieme unitario di luoghi teatrali o teatralizzabili connessi a luoghi di lavoro, di ricreazione. Il riferimento urbanistico, politico, alla agorà greca e quello compositivo, riflessivo, ai complessi conventuali hanno portato a definire i tipi architettonici necessari alla trasformazione delle funzionalità, della distribuzione, dell’uso e della nuova vivibilità dell’intero complesso.