Tra gli album che verranno pubblicati il prossimo venerdì ci sarà anche "Love & fear", ottava prova in studio della Zac Brown Band. Gruppo country rock di Atlanta, qui in Italia poco conosciuto, ma che negli Stati Uniti gode di rispetto, prestigio e dischi in cima alla classifica di vendita.
Per fornire una misura della loro qualità, nel 2013 Dave Grohl ebbe modo di collaborare con loro e ne rimase stupefatto: "Sono incredibili. Sono così bravi che potrebbero essere registrati dal vivo; non abbiamo avuto bisogno di alcun cazzo di computer, abbiamo registrato in presa diretta, quattro parti armoniche intorno a un microfono. Questo spacca. Non sapevo cosa fossero in grado di fare prima. La gente dice 'Oh, è musica country'. 'No, sono come gli Allman Brothers'. 'No, sono una jam band'. Non saprei nemmeno come definirli, ma sono fottutamente grandi."
La loro è una storia lunga quasi un quarto di secolo. Il primo nucleo del gruppo l'oggi 47enne Zac Brown lo mette insieme nel 2002. La dieta della band è sintetizzabile in pane, jam e concerti. Sera dopo sera, in ogni luogo, nel sud degli Stati Uniti. Anno dopo anno Zac coinvolge un numero sempre maggiore di musicisti fino a giungere all'attuale formazione che è composta da Zac Brown (voce solista, chitarra), Jimmy De Martini (violino, voce), John Driskell Hopkins (basso, chitarra, banjo, ukulele, contrabbasso), Coy Bowles (chitarra, tastiere), Chris Fryar (batteria), Clay Cook (chitarra, tastiere, mandolino, steel guitar, voce), Matt Mangano (basso), Daniel de los Reyes (percussioni) e Caroline Jones (chitarra, tastiere, armonica, voce).
Quanto alla discografia il loro primo passo è intitolato "Home grown", esordio autoprodotto del 2005. Ma è nel 2008 che la Zac Brown Band cambia registro e decolla. Come accade per ogni esplosione degna di questo nome ci vuole l'innesco giusto, nel caso di Zac, dopo anni di gavetta, succede che la band venga messa sotto contratto da una major, la Atlantic Records, che fornisce una visibilità moltiplicata e una adeguata distribuzione all'album "The foundation", uscito nel novembre 2008. La band aveva da giocarsi una canzone in cui credeva molto, una canzone tanto buona da scalare le classifiche fino a raggiungere la vetta, "Fried chicken" (precedentemente inclusa in "Home grown"). Insomma, i pianeti trovarono la loro linea. Zac e i suoi amici si ritrovarono catapultati nella Top Ten della classifica di vendita statunitense e nel 2009 si aggiudicarono il Grammy Awards in qualità di Migliore Gruppo Emergente.
Nel 2010 la Zac Brown Band confermò di non essere stata un fuoco di paglia, il country rock del nuovo album, "You Get What You Give", si issò in cima alla classifica scalzando dalla prima posizione "A thousand suns" (leggi qui la recensione) dei Linkin Park. La buona abitudine di debuttare al primo posto della chart il gruppo la mantiene anche nel 2012 con il successivo "Uncaged" che Brown ha definito "Il tuo basico disco country-southern rock-bluegrass-reggae-jam". Per la prima volta il gruppo raggiunge la prima posizione al di fuori degli Stati Uniti, conquistando il vicino Canada e ottenendo buoni riscontri anche in Australia.
La corsa al primo posto della Zac Brown Band non si arresta neppure nel 2015 con "Jekyll + Hyde" (leggi qui la recensione). Nell'album fanno capolino tre featuring – Chris Cornell, Jewel e Sara Bareilles – forse per provare a varcare i confini della musica country a cui vengono sempre associati e portare la loro musica ad un pubblico sempre maggiore. Nel 2017 è il turno di "Welcome home", un disco che abbandona il country pop dell'album precedente per rientrare nel recinto delle sonorità care al country.
Altro giro di giostra e Zac Brown per "The owl", nel 2019, si affida a produttori quali Poo Bear, Shawn Mendes, Max Martin, Benny Blanco, Ryan Tedder e Skrillex, decisamente più affini all'EDM che non al country. Questa giravolta musicale piuttosto eccentrica non gioca a favore del gruppo che spiazza i propri adepti. Gli effetti si riverberano sul successivo "The comeback", uscito nel 2021: accade che per la prima volta dai tempi dell'esordio, un loro disco non raggiunga la Top Ten della classifica fermandosi alla posizione numero 27.
Nel 2015 chiusi la mia recensione di "Jekyll + Hyde" con queste parole: "Non sono sicuro che possano rubare l’anima al grande pubblico al di qua dell’Atlantico. Aldilà, sono delle star oltremodo acclarate." A dieci anni di distanza quella affermazione si è rivelata corretta, la Zac Brown Band è pane quotidiano consumato in buona quantità sulle tavole statunitensi, ma qui da noi non sono mai riusciti a crearsi un seguito.
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