Il flauto d'argento le cui note impreziosiscono un brano dei Beatles, The Fool On The Hill, è stato venduto per 23.000 sterline (circa 27.000 euro) presso la casa d'aste Gardiner Houlgate, nel Wiltshire. Lo strumento, risalente al 1959, apparteneva originariamente a Jack Ellory, flautista originario della Cornovaglia, ed è poi passato in eredità al figlio Brian, residente nello Shropshire.
Cresciuto in un piccolo villaggio della Cornovaglia, Jack si trasferì a Londra per intraprendere la carriera di turnista. Tra gli anni '50 e '60, in un periodo in cui si contavano a malapena due o tre flautisti di sessione, veniva costantemente ingaggiato per svariati progetti. Il suo talento non si è limitato al lavoro con i Beatles (Brian ricorda che anche il tin whistle del padre compare in altre tracce dei Fab Four), ma ha toccato i vertici della musica e del cinema: collaborato con icone del calibro di Bing Crosby e Marlene Dietrich e ha partecipato alle colonne sonore di film leggendari come quelli di James Bond, della Pantera Rosa e del musical Oliver!.
Nonostante queste frequentazioni stellari, Brian racconta che tra i turnisti dell'epoca vigeva la regola del "basso profilo". C'era pochissima interazione con le celebrità e, una volta a casa, il lavoro non era quasi mai argomento di discussione. All'epoca delle registrazioni con i Beatles, Brian era un adolescente e oggi ammette: "Se mi avesse chiesto di accompagnarlo a una di quelle sessioni sarei stato felicissimo di farlo, ma non mi è mai stato proposto".
Il flauto d'argento, rimasto lo strumento principale di Jack per tutta la sua carriera, è stato consegnato a Brian dalla madre nel 2016. Inizialmente versava in pessime condizioni, tenuto letteralmente insieme da degli elastici. Brian ha deciso di farlo restaurare e ha persino preso lezioni di flauto ma, resosi conto di non avere una grande attitudine, ha scelto a malincuore di venderlo anziché tramandarlo ai propri figli. Brian si è ritenuto estremamente soddisfatto della cifra raggiunta all'asta, definendola "davvero un ottimo prezzo".
L'unico neo in questa vicenda è stata la scoperta dell'identità dell'acquirente: un museo americano. Questa notizia ha lasciato Brian leggermente deluso. "Speravo andasse a un musicista intenzionato a suonarlo", ha confessato. Ora, il suo desiderio è quello di poter parlare con i referenti del museo per scoprire quale sarà il destino dello strumento: capire, in sostanza, "se verrà semplicemente rinchiuso in qualche teca di vetro, o se verrà tirato fuori per permettere a qualcuno di suonarlo ancora".
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