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Tutte le strade portano a Neffa

06.11.2025 Scritto da Claudio Cabona

Il Forum di Neffa ha un titolo preciso: “Universo”, ovvero l’insieme di tanti e diversi pianeti. In oltre tre decenni di carriera il “guaglione”, oggi 58 anni, infatti, ha affrontato innumerevoli generi spesso segnandone le evoluzioni e lasciando impronte sulla scena come l’uomo sulla Luna: dal furore punk dei Negazione al rap dei Sangue Misto e dei Messaggeri della Dopa, poi il tuffo nel pop, nel soul e nel funk, fino ad arrivare alla musica napoletana e ancora tornare una volta a casa, con il rap, con l’ultimo progetto diviso in due capitoli, “Canerandagio parte 1 e 2”, usciti quest’anno e ricchi di ospiti, quasi tutti presenti nella sua data al palazzetto, bello pieno e con un pubblico adulto. Neffa ha sempre fatto quello che dovrebbe fare un artista: spiazzare, non seguire la massa, rischiare. E anche al Forum non è da meno.

Tornare sul palco per trascinare i fan dentro le sue varie “ere musicali” poteva essere un rischio visto che, per sua stessa ammissione, ha sempre preferito essere, soprattutto negli ultimi anni, un nerd da studio piuttosto che un performer. E invece ha messo in piedi un concerto densissimo, elegante, ricco di musica e stile. C’è chi a immaginarlo cantare e soprattutto rappare dal vivo a 58 anni, era già pronto a sentenziare con un fastidioso “cringe” e invece Neffa è stato un’icona totale. Non solo tecnicamente, ma nell’atteggiamento. Attraversato da una forza tranquilla, leggero ma risoluto, mai sopra le righe, con zero urli, parole di troppo o gesti ruffiani nei confronti del pubblico o degli ospiti, ma anzi con frasi del tipo “Alzate le mani quando volete, sentitevi liberi”, mette in scena una performance quasi perfetta. Il live è diviso in varie parti: alcune più rap con DJ Double S e altre con una band di sette elementi, che compare e scompare dietro un gigantesco ledwall che trasmette visual. In oltre due ore di concerto, un viaggio sulle montagne russe, si passa da momenti dritti, rap e violenti con “Carcere a vita”, purtroppo una delle poche tracce in scaletta tratte da “107 elementi” del 1998, e “Deidellolimpo” con Kaos, che manda affanculo X Factor e Sanremo, alle melodie calde e pop di “Molto calmo”, che nel sound e nella scrittura sembra precedere di anni lo stile dei Cani di Niccolò Contessa.

Ci sono il funk e il soul, con Neffa che, senza strampalati cambi d’abito, si trasforma in modo credibile e con una voce ben calibrata da rapper a crooner, e non manca neppure l’ironia: prima di cantare “La mia signorina”, uno dei suoi inni pop che ai tempi lo fecero maledire dagli oltranzisti dell’hip hop, viene mostrato il video di quella volta che Marco Pannella, negli anni ’90, regalò un panetto di hashish ad Alda D'Eusanio in diretta tv. “Lontano dal tuo sole” e la recente rivisitazione “Una direzione giusta” di thasup sono tra i momenti più emozionanti del concerto: in quel “Sono pronto per rialzarmi ancora, e il momento che aspettavo è ora nonostante questo cielo sembri chiuso su di me” sembra racchiuso il conflitto di Neffa, che si gode a cuore aperto la serata, ma che allo stesso tempo si sente un alieno davanti a tutto quel pubblico adorante. Anche quando alcuni degli ospiti, non proprio tutti all’altezza della situazione, lo chiamano “maestro”, “padre”, “leggenda”, gli dicono che “tutto è iniziato grazie a lui” o arrivano a inchinarsi, una parte di Neffa, che si tramuta plasticamente in abbracci e piccoli sorrisi, ne è senz’altro compiaciuta, un’altra parte invece sembra volere rifuggire da quella mitologia che lui nel suo percorso ha sempre voluto picconare disco dopo disco, reinventandosi.

Il suo essere cane sciolto si riflette anche nella scaletta: alla prima lettura, tra gli addetti ai lavori, è subito uscita la considerazione amara “non c’è nulla dei Sangue Misto”. E invece Neffa, sul finale, ribalta ancora una volta il tavolo, sorprende e, dopo un video intriso di cronaca e ferite della società contemporanea, rappa “Cani sciolti” e “Lo straniero” direttamente dal 1994, facendo letteralmente impazzire il Forum. Si limita a dire: “Queste sono per i miei amici Deda e DJ Gruff”. Il concerto, con la sua fantasia e il suo estro, capace di tenere insieme generi apparentemente distanti, di cui è stato un pioniere, restituisce la più limpida immagine del perché, per tantissimi artisti italiani, tutte le strade portino a Neffa, che con coraggio le ha attraversate prima di altri.


Scaletta: 
In linea / Suona ancora / I messaggeri
Biancoenero feat. Jake La Furia
Santosubito / Rubik
Funk-a-un
Perdersi&ritorno feat. Frah Quintale
Carcere a vita + Deidellolimpo feat. Kaos
Prima di andare via
Cambierà
Il mondo nuovo
Molto calmo
Dove sei
Canerandagio feat. Izi
Bufera feat. Franco 126
Cuoreapezzi feat. Guè, Joshua
L’incognita + Granfinesse
Tuttelestelle feat. Ele A, Francesca Michielin
Inquinare feat. Coez
Aggio perzo o suonno feat. Coez
Show
Uno come me feat. J-Ax
Domani feat. Nayt
La mia signorina
Quando sorridi
Come mai
Stare al mondo feat. Al Castellana
Argiento feat. Lucariello, Ste
Miraggio feat. Joan Thiele, Gemitaiz
Lontano dal tuo sole / Una direzione giusta
Troppaweed / Burnout
Lunarossa feat. Mahmood
Hype (Nuove indagini) feat. Fabri Fibra, Myss Keta
Foglie morte feat. Fabri Fibra
Aspettando il sole feat. Giuliano Palma

(Articolo originale su Rockol.it)

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