News

Tre canzoni per San Valentino: "Blue Valentines" di Tom Waits

14.02.2026 Scritto da Tiberio Snaidero

“Blue Valentines” è una canzone a cui Waits è particolarmente affezionato. Fa parte dell’album “Blue Valentine" (1978), ma la ritroviamo anche nella versione CD della raccolta “Asylum Years”. Ancora nel 2004, a vent’anni dalla rivoluzione di “Swordfishtrombones”, Tom raccontava nelle interviste quanto quel pezzo gli piacesse, tanto da inserirlo nelle scalette di spettacoli ormai lontani dal songwriting degli anni Settanta.

Fino a “Foreign Affairs” (1977), la sua musica è un folk-jazz acustico che si arricchisce album dopo album di blues e rock. Così in “Blue Valentine” – uscito l’anno successivo – la chitarra elettrica guadagna spazio, spesso con organo, basso elettrico e batteria suonate con bacchette anziché spazzole. Questo avvicina il suono all’estetica del New Orleans R’n’B, permettendo a Waits di vestire i panni del rocker invece del cantastorie. Non però nell’ultima canzone del disco.

“Blue Valentines” torna infatti alle sonorità jazz dei primi album, con una sensibilità Blue Note che ne plasma l’atmosfera. La strumentazione si limita alla chitarra elettrica del jazzista Ray Crawford, collaboratore di Ahmad Jamal e Gil Evans. Questa scelta, unita alla collocazione finale del brano, segna un punto di svolta nella carriera di Waits. Fino ad allora, il pianoforte era stato il suo viatico inseparabile, compagno del cabaret beat-jazz – come lo ha battezzato Barney Hoskyns: “Beat verse / jazz trio” – di un pianista chiacchierone perso nei fumi dell’alcol, il suo entertainment anni Settanta.

Le liriche non si discostano dalla poetica del cantastorie di Pomona. È un testo nella vena sentimentale del suo songbook, che dà dignità ai reietti: sradicati in fuga dai sogni, nomadi visionari braccati dai rimpianti e dai fantasmi di relazioni fallite, dipendenti dal liquore (“Drunk on the Moon”; “Invitation to the Blues”). Attraversano luoghi fisici e paesaggi emotivi in cerca di felicità o oblio. Fanno da contrappunto ad altri personaggi: quelli abbandonati, le cui vite restano segnate per sempre.

Qui il testo di "Blue Valentines"

La voce narrante di “Blue Valentines” confessa di aver bisogno di molto whiskey per scacciare gli incubi (“a lot of whiskey to make these nightmares go away”). Ammette che il senso di colpa per i peccati commessi e per aver mollato la sua donna è incancellabile (“I can never wash the guilt / or get these bloodstains off my hands”), come un sassolino nella scarpa (“like a pebble in the shoe”). Il giorno peggiore dell’anno è San Valentino, quando si sente morire (“And I die a little more on each St Valentine’s day”), tormentato dal rimorso per non aver mantenuto la promessa di scriverle (“Remember that I promised I would write you…”). Lei, però, da stalker implacabile lo trova sempre (“And I didn’t think you’d ever find me here”) e, il 14 febbraio, ovunque sia, gli arriva un biglietto blu (“She sends me blue Valentines”).

E poi c’è la voce: logora, ghiaiosa, abusata. Manipolata su misura per ogni personaggio, emozione, canzone. Non solo canzoni, in effetti, ma – parole di Tom – “movies for the ears”. Niente suona come Tom Waits.

Tiberio Snaidero è l'autore di "L'arte di essere Tom Waits" (VoloLibero)

https://images.rockol.it/hUYtLYM_dskggslEnya_A6zT8qk=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/tom-waits.2024-03-29-15-13-15.jpg

 


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi