Il batterista dei Police Stewart Copeland durante una chiacchierata con 60 Minutes ha esposto il proprio punto di vista su quanto accade in una band e su quanto i vari membri di un gruppo possano avere propositi e visioni differenti. Ad essere maliziosi le considerazioni di Copeland si possono ricondurre al non facile rapporto che aveva con Sting che ha portato allo scioglimento dei Police.
Copeland ha sottolineato la sua passione per l'atto fisico del suonare la batteria, più che per la mera esecuzione musicale. "Voglio picchiare tutto. Voglio essere Mitch Mitchell con Jimi Hendrix che incendia la casa, e tutto ruota intorno alla fisicità del picchiare. È molto divertente. Ero un ragazzino magro e uno che si è sviluppato tardi, ma poi, quando ho suonato la mia prima batteria, mi sono spuntati i peli sul petto."
Ha poi evidenziato le differenze esistenti tra i batteristi e gli autori all'interno di una band. "Se sei un songwriter, hai questa idea un po' bizzarra che lo scopo di una band e dei musicisti sia essere al servizio della canzone, e che la canzone sia il centro di tutto. Ammetto che una band non va da nessuna parte senza una grande canzone, ma il motivo per cui suono non è per servire una canzone. La canzone, secondo me, è lì per servire me, per servire la band, per far apparire la band figa. Servono belle canzoni."
Il 73enne Stewart Copeland ha poi così concluso il suo intervento: "Ma capisco benissimo che questo non si concili con la prospettiva di chi ha scritto la canzone, che potrebbe anche parlare di qualcosa di importante. Però io sono un batterista sto in fondo al palco e tutto quello che vedo è la nuca del cantante, quindi non mi interessa di cosa canta. Voglio solo suonare la batteria."
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