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Ron Carter e Ricky Dillard, nel nome del gospel e della madre

13.02.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Ron Carter è un contrabassista jazz di 88 anni piuttosto noto. Nella sua infinita e splendida carriera, iniziata sul finire degli anni Cinquanta, ha suonato con una davvero lunga teoria di musicisti, uno su tutti, quello che gli ha regalato lo status di stella di prima grandezza: Miles Davis. Ricky Dillard di anni ne ha 60. Partito dall'ambito della house music, con la benedizione di sua maestà Frankie Knuckles, ha poi trovato la sua piena realizzazione diventando uno dei punti di riferimento, dirigendo il coro New G, della musica gospel degli ultimi trenta anni. Un genere musicale che da noi è ritenuto di una categoria nascosta nelle retrovie, ma che negli Stati Uniti ha una sua qual certa importanza. I due si sono incontrati e hanno unito le loro competenze per realizzare l'album "Sweet, Sweet Spirit".

Ron & Ricky

Un disco che nasce dalla ferma volontà di Carter di rendere omaggio alla memoria della amata madre suonando gli inni religiosi che lei, fervida credente, aveva adorato lungo tutta la sua vita. Da figlio devoto e amoroso, Ron, tempo fa, quando la madre iniziò ad avere problemi di salute ed entrò in casa di cura, su invito dei famigliari, aveva arrangiato alcuni brani, tra i preferiti della mamma, che ora compongono "Sweet, Sweet Spirit". Inni che lui stesso aveva sempre ascoltato, crescendo a Detroit, cantati in chiesa durante le funzioni religiose oppure intonati tra le pareti di casa dalla madre.

Nel nome della madre

Date le inclinazioni musicali dei due musicisti viene da pensare che questo album si potrebbe quindi archiviare, un poco sintetizzando, con lo slogan jazz meet gospel. In realtà la questione non è proprio da intendersi in questo modo: "Sweet, Sweet Spirit" è essenzialmente un album gospel. E' infatti il coro diretto magistralmente da Ricky Dillard a ritagliarsi il maggiore spazio della vetrina, lasciando a Carter, sicuramente emozionato, e agli musicisti coinvolti nelle registrazioni il ruolo di comprimari utili e indispensabili a sostenere la piacevolezza dell'impasto corale. I dieci inni presenti nel disco sono altrettante rivisitazioni di brani che affondano le loro radici molto lontano nel tempo, addirittura nell'Ottocento. Il più recente di questi è quello che chiude la scaletta e dà il titolo all'album che risale al 1962. Sostenute dalla potenza e dalla precisione del coro - in alcuni brani non mancano i battiti di mani come da manuale della funzione religiosa afroamericana – meritano ammirazione le voci soliste, sia femminili che maschili, chiamate a innalzare al cielo queste preghiere che parlano principalmente di sofferenza, speranza e redenzione.

Gospel

Il gospel è un genere musicale legato a filo doppio alla musica religiosa. Le canzoni nei luoghi di culto afroamericani affiancano e danno maggiore forza alla parola di Dio utilizzando il coro, composto da fedeli e parrocchiani, come cassa di risonanza per amplificare il messaggio del salvatore e per creare comunità. Questo accade in "Sweet, Sweet Spirit", un disco davvero godibile e trascinante. Tranne un paio di brani, il ritmo è travolgente ed è veramente quasi impossibile non farsi coinvolgere. La signora Carter può essere davvero fiera dell'omaggio realizzato per lei dal suo figliolobe sia dato giusto merito a Ricky Dillard per averlo assecondato.


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