“Wish You Were Here” è senza alcun dubbio una delle canzoni più note e amate dei Pink Floyd. Il brano è la title track dell'album pubblicato nel 1975, il nono della band britannica.
“Wish You Were Here”, come anche un'altra canzone presente nel disco, “Shine On You Crazy Diamond”, è considerata un tributo a Syd Barrett - l'ex compagno che aveva lasciato il gruppo sette anni prima e che morì nel 2006 - a causa del peggioramento della sua salute mentale.
Tempo fa, in un'intervista con Dan Rather, Roger Waters raccontò la storia di “Wish You Were Here”. È una di quelle strane canzoni che mi sono venute molto facilmente, David Gilmour stava suonando il riff, io l'avevo ascoltato e mi chiedevo, 'Che cos'è? Suonalo di nuovo'. Così lo imparai e dissi, 'E poi cosa succede?', e lui 'No, è finita'. Gli risposi, 'Mi piace, ti dispiace se vedo cosa accade dopo?'. Così suonai qualche accordo e scrissi la canzone molto, molto velocemente, se non ricordo male, probabilmente nel giro di un'ora. E' stato uno di quei felici momenti in cui il flusso di coscienza funziona e le parole emergono con un metro e un significato precisi, sono musicali e si adattano a una melodia. Quindi non cerco di indagarle troppo. Sarebbe un po' come indagare su di una farfalla: ti ritroveresti con della polvere e qualche pezzo rotto."
Ha poi continuato dicendo: "Era tutta una questione di assenza, in un certo senso riguardava la perdita di Syd Barrett, che aveva ceduto alla malattia mentale sette o otto anni prima." Roger Waters descrisse Barrett come "un amico affascinante, esuberante e talentuoso. Mi manca. Ma mi manca dal 1968 perché è caduto in una sorta di malattia mentale, che potremmo chiamare schizofrenia. Potete chiamare questa combinazione di sintomi come volete, ma il fatto è che se succede a qualcuno, gli impedisce di comunicare. Quelle persone sviluppano davvero un muro. Syd ha sviluppato un muro ed è stato estremamente triste".
Roger Waters spiegò che anche suo padre, morto nella Seconda Guerra Mondiale, fu una parte fondamentale di “Wish You Were Here”. "Certo. Tutto riporta a mio padre. E a mia madre. Mio padre è stato una figura centrale in ogni cosa".
A proposito delle registrazioni di “Wish you were here” il tastierista dei Pink Floyd Richard Wright una volta raccontò di un momento molto toccante: "Ricordo di essere entrato in studio e Roger era già lì a lavorare. Entrai e mi sedetti accanto a Roger. Dopo 10 minuti mi chiese: 'Sai chi è quel tizio?'. Io risposi: 'Non ne ho idea. Pensavo fosse un tuo amico'. E all'improvviso realizzai che era Syd."