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(Ri)scoprire i Grateful Dead attraverso lo streaming

25.04.2026 Scritto da Gianni Sibilla

Ogni occasione è buona per (ri)scoprire una band che da noi è ancora troppo poco riconosciuta, nonostante abbia fatto la storia del rock: i Grateful Dead. Fuori dall’America possono sembrare un fenomeno da fricchettoni californiani, ma oltre alla meravigliosa musica che hanno prodotto hanno anticipato i tempi anche nel modo di farla arrivare, nel modello di business e nel modo di coinvolgere i propri fan, con idee innovative e ancora attuali.

L’occasione per parlare della band è la nascita di Play Dead,  app streaming interamente dedicata allo sterminato catalogo di registrazioni di concerti. Ha debuttato nei giorni scorsi grazie a Nugs, la piattaforma per il live streaming fondata dall'accanito deadhead Brad Serling, che già gestisce i cataloghi di concerti di artisti come Springsteen, Metallica, Santana e tutto il mondo del jam rock.
Per una volta i Dead arrivano secondi: c’è già una band che ha un’app tutta loro per i concerti, i Phish - che della band di Jerry Garcia sono gli eredi diretti nello spirito di intendere il live. Però il catalogo dei Grateful Dead gioca in un campionato tutto suo: in 30 anni hanno suonato più di 2350 concerti eseguendo più di 500 canzoni diverse, mai suonate due volte alla stessa maniera. Di questi show, 2200 vennero registrati ufficialmente o dai fan (se ne trovano migliaia di versioni diverse su Internet Archive, remixate e rimasterizzate dai fan). Ma dagli anni ’90 i Dead pubblicano ufficialmente concerti interi, la maggior parte dei quali in vendita diretta ed esclusiva sul loro sito - tanto che in Play Dead ci sono oltre 300 concerti, alcuni dei quali mai condivisi in digitale. C'è la serie Dave’s Picks, curata da Dave Lemieux, archivista ufficiale del gruppo - precedentemente disponibile solo in CD e 20 mai pubblicati ufficialmente.
Abbiamo scelto 8 concerti, evitando i classici “Live/Dead” e “Europe ’72”, pubblicati già durante la carriera del gruppo. Alcuni sono reperibili su tutte le piattaforme streaming, altri solo su Play Dead (che costa 9,99 dollari al mese o 99,99 dollari all’anno).

Cornell University 8 Maggio ’77

Impossibile non partire da qua, il “sacro Graal”, quello che da molti fan è la miglior performance della loro carriera, circolata per anni in forma di bootleg e poi finalmente pubblicata in maniera ufficiale qualche anno fa. La band, mentre fuori sono gli anni del punk, è nel pieno della maturità: un po’ meno psichedelica in senso stretto, ma sempre dedita a jam epiche. “Scarlet->Fire”, la leggendaria jam con “Scarlet begonias” e “Fire on the mountain”, è il brano da cui partire.

Sunshine daydream - 27 agosto 1972, Veneta/Oregon

Altro concerto leggendario - pubblicato poi ufficialmente nel 2013 - anche in video. Una fase un po’ precedente, ma con una delle versioni più belle di “Dark star” di sempre, quasi 30 minuti da sogno. La canzone, con le sue jam, è una possibile strada di ricerca dentro Play Dead. E infatti…

Dick’s Picks Vol. 4 (13-14 febbraio, 70 Fillmore East, New York)

Il terzo concerto che ho scelto è quello con un’altra versione leggendaria di “Dark star”, forse la mia preferita (e non solo la mia, da quello che dicono i fan). L’ho scelto anche perché le Dick’s Picks negli anni ’90 furono le prime pubblicazioni di “bootleg ufficiali” e quindi sono un passaggio obbligato dentro Play Dead. Dick era Dick Latvala, primo archivista della band, scomparso nel '99.

Greek Theatre, Berkeley,  13 luglio 1984

Altra “Dark Star” bellissima, in un periodo in cui la band non la suonava più se non in rarissime occasioni. Come questa: la band è in una fase avanzata, forse non la più amata ma questo concerto è notevole: per intero era stato pubblicato solo in fisico in “The music never stopped”, gigantesco box da 60 CD uscito lo scorso anno per i 60 anni della band.

Fox Theater, Atlanta, 30 novembre 1980

A proposito di contenuti esclusivi: in Play Dead ci sono tutte le Dave’s Picks curate da Lemiux, finora stampate solo in fisico e vendute su Dead.net. Questo è l’ottavo di una serie che ne conta quasi 60 e che approda al digitale. Anche qua una “Scarlet->Fire” memorabile.

Community Theater,  Berkeley, 14 e 15 agosto 1971

I primi due concerti - cronologicamente - dei 20 esclusivi all’app. Soprattutto nel secondo, un memorabile secondo set che parte da “Truckin’” per arrivare a “Turn on your love light”, passando per “The other one” e “Wharf rat”


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