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Quello di Rosalía a Milano non sarà un semplice concerto

17.03.2026 Scritto da Mattia Marzi

È apparsa sul palco rivelandosi da dentro una piccola scatola. Come una “Reliquia”, per citare una delle prime canzoni in scaletta, una di quelle tratte dall’album che dà il titolo al tour, “Lux”, tra i lavori più acclamati dell’ultima stagione discografica. Poi, in tutù, ha iniziato a danzare sulle note di “Porcelana”, mischiando elettronica, balletto e opera - alla faccia di Timothée Chalamet - mentre una piccola orchestra la accompagnava da una pedana proprio in mezzo al parterre e i 16 mila spettatori della LDLC Arena di Lione la osannavano. Sono stati loro, ieri sera, i primi ad assistere allo show mozzafiato che Rosalía porterà in giro prima per l’Europa e poi per il mondo, a distanza di quattro anni dal suo ultimo tour, quello di “Motomami”.

Oltre due ore di concerto, quasi tutte dedicate all’ultimo album “Lux”, uscito lo scorso novembre, pensato come una sinfonia - lo ha registrato con un’orchestra di 80 elementi e un coro di voci bianche scovato in un'abbazia benedettina che sorge in mezzo alla cordigliera di Montserrat vicino a Barcellona - e descritto dalla critica mondiale come «un’odissea spirituale», «una masterclass di arte» e «una grandiosa cattedrale sonora».

Dei diciotto brani contenuti in “Lux”, la 33enne cantautrice catalana ne ha eseguiti quindici: tra questi, oltre ai singoli “Berghain” (con la voce registrata di Björk e una coreografia da musical: nel corpo di ballo anche Giulia Stabile, ex vincitice di “Amici”), “Porcelana” e “Sauvignon Blanc”, anche “Mio Cristo piange diamanti”. Un’interpretazione da brividi, con il pubblico ad ascoltarla in religioso silenzio, mentre Rosalía, tutta vestita di bianco, da sola davanti al microfono si cimentava con i versi in italiano del testo: chissà come reagiranno quelli che hanno comprato i biglietti per lo show del 25 marzo al Forum di Assago, unica tappa italiana del tour.

Su “CUUUUuuuuuute” lo spettacolo si è spostato sulla pedana in mezzo al parterre: mentre Rosalía cantava, un gigantesco cubo volteggiava sulla sua testa - e su quelle del pubblico - e l’orchestra rivisitava in chiave elettro-sinfonica il brano, tratto da “Motomami”. Nel finale ha riservato un omaggio agli Eurythmics campionando la loro “Sweet dreams (Are made of this)”.

A proposito di omaggi: uno dei numeri più sorprendenti del concerto è stata la cover di “Can’t take my eyes off you” di Frankie Valli. Rosalía si è piazzata dietro a una cornice sul palco e la sicurezza ha fatto salire sul palco alcuni fortunatissimi fan pescati dalle prime file del parterre, che si sono messi a fotografarla e filmarla come se fosse un’opera d’arte vivente. Certo, con un album del genere tra le mani, frutto di uno sforzo produttivo e creativo enorme, forse Rosalía avrebbe potuto osare qualcosa in più nella resa live, spingendosi oltre anche sul piano della produzione. Tra i fan, soprattutto sui social, c'è infatti chi ha fatto notare uno staging percepito come fin troppo minimale rispetto alle suggestioni quasi barocche evocate dall’ascolto del disco. Ma detto questo, lo show resta di grande impatto, curato e coinvolgente, capace di lasciare il segno senza mai dare la sensazione di incompiutezza o di lasciare l’amaro in bocca. Se questa è solo la prima tappa, il tour si preannuncia come uno degli eventi musicali più ambiziosi e memorabili degli ultimi anni.

SCALETTA
Overture

ACTO 1
Sexo, violencia y llantas
Reliquia
Porcelana
Divinize
Mio Cristo piange diamanti

ACTO 2
Berghain
SAOKO
LA FAMA
LA COMBI VERSACE 
De madrugá

ACTO 3
El redentor
Can't Take My Eyes Off You 
La perla
Sauvignon blanc
La yugular

INTERMEZZO
Dios es un stalker
La rumba del perdón
CUUUUuuuuuute

ACTO 4
LA NOCHE DE ANOCHE 
BIZCOCHITO
DESPECHÁ
Novia robot
Focu ’ranni

BIS #1
Magnolias


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