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Quella splendida musicista che è Rhiannon Giddens

16.09.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Diciamolo subito: Rhiannon Giddens è una delle artiste più influenti della musica statunitense degli ultimi venti anni. Anzi, limitare il campo artistico della 49enne nativa dello stato della Carolina del Nord alla sola musica è di parecchio riduttivo. Rhiannon ha uno spettro di interessi che spazia dalla recitazione (ha partecipato alla serie televisiva 'Nashville') alla scrittura (ha scritto una manciata di libri per bambini). Nel suo precipuo campo d'azione si è aggiudicata un Premio Pulitzer per la musica per l'opera "Omar" firmata con Michael Abels e un paio di Grammy Awards: nel 2011 per l'album "Genuine negro jig" dei suoi Carolina Chocolate Drops nella categoria Best Traditional Folk Album e nel 2022 nella sezione Best Folk Album con "They're calling me home", disco firmato insieme al compositore italiano Francesco Turrisi. Ma, anche qui, non sono solo i titoli o le onorificenze a definirla. Rhiannon Giddens è una studiosa della musica delle origini, in special modo di quella afroamericana. E' una autorità in materia, da tutti riconosciuta e stimata.

Per portare un esempio delle sue incessabili iniziative, di recente ha fondato la Biscuits & Banjos Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro che celebra il ruolo della diaspora africana nel plasmare l’identità e la cultura americane attraverso la musica, la letteratura, il cibo e la comunità. Come primo progetto la Fondazione fornirà banjo alle organizzazioni che si occupano di educazione musicale afroamericana, ampliando l’accesso agli strumenti e sostenendo la prossima generazione di musicisti e custodi della tradizione. La Fondazione nasce a seguito del successo avuto dal “Biscuits & Banjos Festival”, un festival di tre giorni organizzato dalla Giddens dedicato alla musica e alla comunità.

Se restringiamo il campo alla musica, l'infaticabile Rhiannon Giddens ha militato in numerose formazioni, la più nota è quella dei Carolina Chocolate Drops, il cui ultimo album, "Leaving Eden" (leggi qui la recensione) risale ormai al 2012. Da allora la musicista ha pubblicato sei album solisti – due firmati insieme a Francesco Turrisi ("There is no other" nel 2019 e "They're calling me home" nel 2021) e uno con il violinista Justin Robinson "What did the blackbird say to the crow" (leggi qui la recensione) nel 2025 – e, non si dica che disdegni il mainstream – è suo il banjo nella superhit del 2024 di Beyoncé "Texas hold'em".

Il prossimo fine settimana vedrà l'uscita del suo settimo album solista, per la Nonesuch Records, intitolato “Hope is the Thing with Feathers”. Un disco per la cui realizzazione ha coinvolto il suo storico bassista Jason Sypher, il polistrumentista Francesco Turrisi (fisarmonica, percussioni), l’artista congolese Niwel Tsumbu (chitarre) e l'altro polistrumentista Dirk Powell, oltre al suo primo compagno di band Justin Robinson (voce, violino), il nipote Justin Harrington (bones), la figlia di Dirk, Amelia Powell (chitarra acustica, voce), Charly Lowry (voce, percussioni) e sua sorella, Lalenja Harrington.

Dell'album, che è stato intenzionalmente registrato dal vivo con poche sovraincisioni, Rhiannon Giddens ha detto: "La Louisiana, il Congo, l’Italia, le Caroline: tutte queste influenze e persone che si uniscono per creare qualcosa: questa è la musica americana. È così che è nata la musica americana, ed è stata questa l’idea alla base della creazione di una band con i musicisti con cui suono da anni e che hanno collaborato a questo album." “Hope is the Thing with Feathers” include quattro brani originali scritti da Giddens e Powell, tra cui il singolo “Carolina Rain”. Riguardo la canzone “Wish in Vain”, sulla crisi dei rifugiati in tutto il mondo, chiarisce che l'ha scritta “cercando di immaginare cosa significhi essere strappati da tutto ciò che conosci e come le persone che ami non ti abbandonino mai veramente”.

L’album include anche interpretazioni di brani di artiste provenienti come lei della Carolina del Nord quali Belle Reed (“High on a Mountain”) ed Elizabeth Cotton (“Freight Train”, che è anche l'ultimo singolo), dell’attivista indigena, cantautrice e narratrice Pura Fé (“Going Home”), oltre a brani tradizionali come “Cluck Old Hen” e “Walk with Me” (in duetto con la sorella). Il brano che dà il titolo all’album è stato ispirato dalla omonima poesia di Emily Dickinson. "Questo è senza dubbio un momento in cui c’è bisogno più che mai di speranza; ero seduta in una stanza d’albergo a meditare su questa poesia quando la melodia mi è venuta in mente; l’ho cantata a Niwel e lui l’ha completata con il suo bellissimo movimento armonico. L’arte attraversa generazioni e continenti per essere completata, a volte, da persone che non si incontreranno mai".

Tracklist:

Angel Fire Rise

Hope Is the Thing with Feathers

Step Away Blues

Wish in Vain

Carolina Rain

High on a Mountain

Freight Train

Walk with Me

Cluck Old Hen

Going Home

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