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Quando viaggiate, ascoltate Chris Rea

30.12.2025 Scritto da Lucia Mora

C’è un momento preciso, quando il crepuscolo divora l'autostrada e i fari iniziano a riflettersi sull'asfalto bagnato, in cui la voce di Chris Rea diventa l’unica colonna sonora possibile. Qualche giorno fa se n'è andato il cartografo musicale dei miei viaggi più intimi, l’uomo che ha saputo trasformare il blues del Delta in un linguaggio universale, adatto anche alle nebbie d’Europa.

Ghiaia e miele

Ho scoperto Chris Rea viaggiando. Il blues è il mio compagno di viaggio preferito e in quel momento cercavo una nuova voce che potesse addolcire i chilometri in autostrada. Sia benedetta la playlist e l’algoritmo che decisero di propormi questo meraviglioso artista di Middlesbrough: mi bastò “Auberge” per giurare amore eterno a quel canto che era ghiaia e miele contemporaneamente. A quel punto – come accade sempre quando mi innamoro – dovevo sapere tutto di lui: partii dal disco da cui era tratta la canzone galeotta e me lo ascoltai per intero. In copertina c’era già tutto: la suggestiva immagine della sua auto, la Caterham Super Seven (che Rea chiamava "Blue Seven"), dipinta a olio dall'artista Alan Fearnley e lanciata in viaggio su una strada di campagna, al tramonto.

C’era tutto, perché l’essenza di Rea sta lì: nel viaggio e nei motori. Aveva una grande passione per le auto, a bordo delle quali ha tante volte trovato l’ispirazione per la sua musica. Possedeva e guidava diverse auto d'epoca, tra cui una Morris Minor 1000 della polizia del 1957. Era amico di Eddie Jordan, proprietario del team Jordan di Formula 1, e una volta lo aiutò nella pit lane (la corsia dei box): "Avevo l'uniforme completa. Mi ha messo a capo dello scaldagomme per la ruota posteriore destra dell'auto di Eddie Irvine" raccontò una volta, emozionato, il cantautore.

On the road, sempre

Non è un caso se uno dei suoi più grandi successi (forse il più grande) lo vede seduto in una macchina, in viaggio verso casa a Natale. “Driving Home for Christmas” nasce nel 1978, quando Rea giunse alla scadenza del suo contratto discografico e si separò dal suo manager. La casa discografica non voleva pagargli il biglietto del treno per andare da Londra a casa sua a Middlesbrough, così sua moglie andò a prenderlo con la sua vecchia Austin Mini. Sulla via del ritorno, cominciò a nevicare e rimasero bloccati nel traffico. Rea disse: "Guardavo gli altri automobilisti e vedevo che sembravano tutti così tristi. Scherzando, ho iniziato a cantare stiamo tornando a casa per Natale... poi, ogni volta che i lampioni illuminavano l'interno dell'auto, ho iniziato a scrivere il testo" (qui l’approfondimento di Rockol sulla canzone).

La strada non porta solo a casa e non è solo idillio: sempre dal traffico, in questo caso dall’incrocio tra la M4 e la M25, nasce “The Road to Hell”, dove l’autostrada britannica diventa un girone dantesco. Il progresso tecnico e la velocità sono una trappola che scollega l'uomo dalla sua anima, e la slide guitar non è più dolce, ma tagliente. Possiamo considerarla un’eccezione perché, nella maggior parte dei casi, la musica di Rea è tutt’altro che cupa: è armoniosa, nostalgica, meditabonda. Come in “On the Beach” e “Looking for the Summer”, dove il viaggio si sposta verso sud, verso il sole e il Mediterraneo (Christopher Anton Rea aveva pur sempre un padre italiano).

Il viaggio come metafora

Non si viaggia solo in auto, ma anche con la mente. I brani di Chris Rea sanno essere anche questo, itinerari spirituali verso un luogo (la spiaggia) o una stagione (l'estate) che rappresentano l'innocenza perduta. Il tempo rallenta e la musica lo segue, riflettendo lo spirito di chi non ha fretta di arrivare, ma vuole godersi il tragitto.

A essere romantici fino in fondo, si può pensare alla sua tecnica chitarristica, lo stile slide, come a un prolungamento della sua anima: il bottleneck (quell’accessorio di forma cilindrica che il chitarrista infila sul dito e tiene premuto sulle corde) scivola sul manico come gli pneumatici sull’asfalto; il glissando della sua Stratocaster diventa il cambio di marcia di un motore o il fischio del vento che taglia la carrozzeria. Per questo, ogni volta che accendiamo i fari nella nebbia, dobbiamo ascoltare un disco di Chris Rea: sarà il compagno di viaggio perfetto.


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