News

Pink Floyd e le raccolte: 45 anni di sorprese e conferme

14.04.2026 Scritto da Nino Gatti

Il rapporto dei Pink Floyd con le raccolte non è mai stato dei migliori. Buttando un occhio alla loro discografia, dal 1971 a oggi hanno pubblicato "solo" cinque raccolte ufficiali, compresa l'appena annunciata "8-Tracks".
Se si esclude la raccolta ufficiale "Relics" del 1971, che guardava alle canzoni del periodo 1967-1969 della band — per intenderci, quello dei primi 45 giri e un solo inedito — si è dovuto attendere il 1981 per poter mettere sul giradischi una raccolta con i brani relativi agli anni Settanta. Si chiamava "A Collection of Great Dance Songs", titolo ovviamente ironico in quanto la musica dei Pink Floyd era improbabile come sottofondo per ballare. "Ballabili un cazzo", avrebbe scritto in un suo libro il curatore della copertina di quel disco, Storm Thorgerson della Hiognosis, che aveva inserito sulla raccolta una foto di due ballerini legati al terreno con delle corde, a dimostrazione che quella musica fosse veramente poco adatta alle piste da ballo.

Dal 1981 si è poi dovuto attendere il 2001 per ottenere dalla band una nuova raccolta ufficiale. Si intitolava "Echoes: The Best of Pink Floyd" e proponeva ben 26 canzoni, spalmate su due CD (esiste anche una gustosa edizione in vinile quadruplo, che ci starebbe proprio bene nella vostra libreria). "Echoes" è la prima raccolta dei Pink Floyd nata dopo la scissione del 1986. Si racconta che, per scegliere i brani, fosse stato chiesto a ognuno dei quattro componenti della band di stilare un elenco di preferiti. Come si può facilmente immaginare, non era stato possibile metterli d'accordo e qualcuno aveva storto il naso per la naturale propensione di Roger Waters a boicottare il materiale registrato dalla band dopo la sua dipartita. Se si legge l'elenco delle canzoni scelte per "Echoes", meraviglia la presenza di ben cinque brani del periodo con Syd Barrett, a testimonianza che l'amore e la stima verso di lui erano rimasti immutati nel tempo.

Nel 2011 si registra poi una grande operazione di recupero e valorizzazione del catalogo dei Pink Floyd, quasi un'esigenza nata subito dopo la morte di Richard Wright nel 2008. L'intenzione era quella di mettere ordine nell'ampio catalogo per offrire una serie di uscite tematiche, desiderio che fu inizialmente soddisfatto con i cofanetti "Immersion" di tre dei loro album più importanti: "The Dark Side Of The Moon", "Wish You Were Here" e "The Wall". C'è da sottolineare che da questa operazione furono messi in cantiere anche due mastodontici cofanetti: "1965-1972: The Early Years" pubblicato nel 2016 e "The Later Years 1987-2019" del 2019.

Tornando al 2011, l'operazione "Immersion" aveva dato alla luce anche quella che viene ricordata come la loro terza raccolta ufficiale, "A Foot in the Door: The Best of Pink Floyd". Distribuita su CD singolo (e dal 2018 anche su doppio vinile, fate spazio in libreria), raccoglieva sedici tracce che pescavano nella loro discografia tra il 1967 e il 1994. Tra "Echoes" e "A Foot in the Door" ci sono alcuni brani che si ripetono; in definitiva la raccolta del 2011 contiene gran parte delle canzoni di quella del 2001.

Non deve sorprendere se oggi i Pink Floyd hanno messo in produzione una nuova raccolta, "8-Tracks", riducendo a soli otto titoli i brani scelti dalla loro stimata discografia. Ci si è concentrati sugli anni Settanta, pescando dai sei album che vanno dal 1971 al 1979, ovvero: "Meddle", "Obscured By Clouds", "The Dark Side Of The Moon", "Wish You Were Here", "Animals" e "The Wall". Sorprende la scelta di bypassare ancora una volta "Atom Heart Mother" del 1970, un disco già snobbato nel 2001, quando in occasione di "Echoes" non era stata scelta nessuna canzone dall'album "della mucca". C'è però un punto di contatto tra "8-Tracks" e "Echoes": nel comunicato stampa si parla di un legame tra i brani e dell'inserimento di alcuni effetti pescati qua e là dai multitraccia delle canzoni. Era una delle particolarità della raccolta "Echoes" del 2001, unita alla scelta di inserire i brani in una sequenza puramente emozionale e non cronologica. Steven Wilson si è dunque ispirato a "Echoes" e da lui ci si aspettano meraviglie e non solo per la qualità sonora.

Cosa contiene 8 Tracks

Statistiche alla mano, "8-Tracks" offre sei canzoni già presenti in altre raccolte precedenti e due novità assolute. Andiamo con ordine.
Apre la raccolta "One Of These Days" (5:54), già disponibile su "Echoes" ma in una versione più corta (5:15). La seconda traccia è del 1972 ed è "Wot’s... Uh The Deal" (5:09), tratta dalla colonna sonora del film "La Vallée" ed è una novità mai offerta in precedenza nelle raccolte della band. Non era mai stata eseguita dal vivo dai Pink Floyd ed era stata recuperata solo nel 2006 da David Gilmour — autore del brano — per i suoi concerti solisti.
Immancabile e imprescindibile, arriva "Money" (6:28), presente nelle tre precedenti raccolte. Va ricordato che la versione di "Money" finita su "A Collection of Great Dance Songs" del 1981 proponeva, per problemi di diritti, una traccia reincisa da David Gilmour senza l'ausilio degli altri tre Pink Floyd.
Stesso destino per "Another Brick In The Wall, Part 2" (3:58) e "Wish You Were Here" (5:30), che soggiornavano felicemente anche nelle tre precedenti raccolte floydiane.
Per i due brani successivi di "8-Tracks", "Time" (6:58) e "Comfortably Numb" (6:22), si nota invece che fossero assenti solo all'interno di "A Collection" del 1981.

Pigs On The Wing

In chiusura, l'unica vera sorpresa di "8-Tracks", un brano tra i più desiderati dai fan più irriducibili: si tratta di "Pigs On The Wing" (3:34), che ha una sua piccola storia che merita di essere raccontata.

Qualcuno di voi ricorderà di certo uno dei formati più affascinanti ma anche meno pratici dei favolosi anni Settanta: le cassette Stereo 8. Erano ingombranti e dotate di una caratteristica tecnica particolare: il nastro era diviso in 4 tracce stereo (per un totale di 8 canali). Trattandosi di un anello infinito, alla fine del percorso il lettore passava automaticamente alla traccia successiva. Per far quadrare la durata dei quattro blocchi, spesso i brani lunghi subivano un fastidioso taglio sfumato per permettere il cambio traccia, continuando poi nel blocco successivo. L'album "Animals", come è noto, conteneva tre brani molto lunghi che, su Stereo 8, subivano proprio questo trattamento. Capitava dunque che "Dogs", "Pigs" o "Sheep" fossero tagliate in due parti, il che rendeva l'ascolto frustrante.

L'album del 1977, nella sua versione originale su vinile, si apriva e si chiudeva con due brani simili nella struttura ma differenti nel testo: "Pigs On The Wing (Part 1)" e "Pigs On The Wing (Part 2)". Per l'edizione Stereo 8 (attenzione: solo per il mercato UK e USA), si pensò di unire le due canzoni in un unico pezzo, legandole tra loro grazie a un assolo di chitarra, offrendolo all'inizio dell'album così da colmare i tempi tecnici del nastro. La particolarità di questa versione è legata alla scelta di utilizzare per questo intervento strumentale Snowy White e non David Gilmour. Snowy White era stato scelto dalla band per suonare nei concerti del celebre tour 1977 (quello che ispirò Waters per "The Wall", ma questa è un'altra storia) a fianco di Gilmour. Era una necessità legata alla complessità delle partiture di "Animals", per cui David si sentiva più sicuro ad avere un secondo chitarrista sul palco (una consuetudine che Gilmour ha poi mantenuto in tutti i tour successivi).
Snowy White, tra l'altro, suonava anche il basso durante quei concerti, permettendo a Roger Waters di esibirsi a scelta con la chitarra acustica o elettrica.
Sta di fatto che, se si escludono le edizioni originali inglesi e americane della Stereo 8 e un paio di rarissimi 45 giri promozionali distribuiti in Francia e in Brasile, quella versione "unita" di "Pigs On The Wing" è praticamente introvabile. Prima di oggi, i Pink Floyd avevano autorizzato Snowy White a inserirla solo nella sua raccolta "Goldtop", pubblicata su CD nel 1995.

Adesso l'attesa si fa spasmodica perché — e qui metto una pulce nell'orecchio degli appassionati — se nella versione pubblicata da White su "Goldtop" la canzone durava 3:25, sulla raccolta "8-Tracks" ne dura 3:34. Nove secondi di differenza? Cosa ci sarà mai? E adesso chi dormirà più sogni tranquilli fino al 5 giugno?


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi