Nell'anno in cui si celebrano i 55 anni dalla sua pubblicazione, “Meddle” dei Pink Floyd tornerà il prossimo 17 ottobre in una nuova edizione in vinile arancione marmorizzato San Tropez. Nello stesso giorno sarà inoltre resa disponibile sul canale YouTube della storica band una versione restaurata in alta risoluzione della sequenza finale di “Crystal Voyager”, il film sul surf del 1973 che utilizzava “Echoes” come colonna sonora.
Pubblicato nel 1971, “Meddle” fu il sesto album in studio dei Pink Floyd e rappresentò uno dei passaggi attraverso cui il gruppo cominciò a definire più chiaramente il linguaggio che avrebbe caratterizzato la fase successiva della propria carriera. Realizzato tra gli impegni dal vivo della band e attraverso diversi esperimenti di scrittura e registrazione, il disco comprendeva cinque brani relativamente brevi nella prima facciata e, sull’altra, i circa 23 minuti di “Echoes”, destinata a diventare una delle composizioni più riconoscibili di quel periodo. Proprio “Echoes” è al centro dell’altra iniziativa prevista per il 17 ottobre. Verranno infatti riproposte dopo un nuovo restauro le immagini con cui si chiudeva “Crystal Voyager”, documentario diretto da David Elfick, scritto e narrato dal surfista, fotografo e regista George Greenough. Per realizzare quella sequenza Greenough aveva costruito un particolare supporto per la macchina da presa, utilizzato direttamente in acqua per ottenere riprese dall’interno delle onde.
Come ricordato in un comunicato stampa, l’incontro tra quelle immagini e la musica dei Pink Floyd avvenne quasi per caso. Greenough racconta di avere scoperto “Echoes” attraverso una copia di “Meddle” acquistata per lui dalla madre e di essersi accorto che la durata del brano coincideva con quella della sequenza che stava montando. Quando Elfick si recò a Londra per chiedere alla band il permesso di utilizzare la composizione, non c’era però il budget necessario per acquistare i diritti. Le parti trovarono così un accordo diverso, concedendo “Echoes” al film in cambio della possibilità per i Pink Floyd di usare le riprese di Greenough come accompagnamento visivo durante i concerti.
"Non avevo mai sentito 'Echoes' prima che mia madre mi regalasse il disco", ricorda oggi Greenough nella nota stampa: "Quando l’ho ascoltato, ho pensato che dovesse essere la colonna sonora. Abbiamo chiesto di poterlo usare e abbiamo stretto un accordo con i Pink Floyd". A più di cinquant’anni di distanza, il regista ha quindi collaborato nuovamente con la band per il restauro della sequenza.
“Echoes” entrò stabilmente anche nel repertorio dal vivo dei Pink Floyd tra il 1971 e il 1975 e venne utilizzata per aprire e chiudere il film concerto “Pink Floyd Live at Pompeii”, dove fu divisa in due parti. La band la recuperò brevemente anche all’inizio del tour di “A Momentary Lapse of Reason” nel 1987, mentre David Gilmour la riportò sul palco durante il tour di “On an Island” del 2006. Più recentemente il brano è entrato anche nella scaletta dei Saucerful of Secrets di Nick Mason.
La nuova edizione di “Meddle” mantiene la tracklist originale composta da “One of These Days”, “A Pillow of Winds”, “Fearless”, “San Tropez”, “Seamus” e “Echoes”. La ristampa arriva dopo altre operazioni recenti dedicate al catalogo dei Pink Floyd, tra cui il progetto “8-Tracks”, l’edizione per il cinquantesimo anniversario di “Wish You Were Here” e la nuova pubblicazione di “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII”.
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