L'ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers Dave Navarro ha ripensato al periodo trascorso nel gruppo di Anthony Kiedis e Flea e alla accoglienza a dir poco tiepida avuta quando venne chiamato a sostituire John Frusciante che lasciò la band nel 1992. Navarro, a sua volta, aveva lasciato i Jane's Addiction l'anno prima, quindi gli subentrò. Con la band registrò un solo album, "One Hot Minute", nel 1995, che non ebbe lo stesso successo del precedente album del 1991, il superclassico "Blood Sugar Sex Magik" (leggi qui la recensione).
Poi, nell'aprile del 1998, i Red Hot Chili Peppers annunciarono l'uscita di Navarro e il rientro di Frusciante, che se ne andò nuovamente nel 2009, per rientrare ancora una volta una decina di anni più tardi. Ora Dave Navarro, in una intervista con Guitar World, ha ammesso di essersi sentito sempre fuori posto nella band. "Qualunque fosse la magia che John portava ai Red Hot Chili Peppers, io non avevo quel genere di magia. Se dovessi circoscrivere il problema, direi che è proprio questo il punto... Divenne subito chiaro che, per quanto ci provassimo e per quanto volessimo che funzionasse, non provenivamo dallo stesso luogo musicale. Il modo migliore per descriverlo è che ero in una cover band con la band vera e propria. Ed è una situazione molto strana in cui trovarsi, soprattutto con uno scontro di stili."
Nel corso dell'intervista Navarro ha parlato anche della reazione ricevuta dai fan più accaniti del gruppo, spiegando: "C'è stata molta reazione negativa da parte dei fan perché ricoprivo il ruolo di John. Ho sempre trovato strano che tutto ciò fosse rivolto a me. Pensavo: 'Beh, se non vi piace che io sia qui, potete dare la colpa a loro. Non mi sono proposto io, me l'hanno chiesto loro. Tutto ciò che ho fatto è stato dire di sì'".
Ha poi continuato dicendo che la tiepida accoglienza ricevuta dall'album "One Hot Minute" ha avuto un impatto su tutti i membri della band, ma che lui "sentiva il peso" dei punti interrogativi sulla direzione dell'album. Ciononostante, lo ha descritto come il "disco di maggior successo" in cui avesse mai suonato, quindi per lui personalmente è stata una vittoria, al contrario del resto della band che l'ha vissuto come un fallimento.