Trentacinque anni fa, Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl fiutavano appena il successo che di lì a poco avrebbe travolto i Nirvana. Il 10 settembre 1991 la band aveva pubblicato “Smells Like Teen Spirit”, primo singolo estratto da “Nevermind”, il secondo album del gruppo che sarebbe arrivato due settimane più tardi, il 24 settembre. Il brano aveva cominciato a far intuire che qualcosa stava cambiando, non soltanto per il trio di Seattle, ma anche per un panorama rock mainstream che nel giro di pochi mesi avrebbe dovuto fare i conti con l’esplosione del grunge.
Il successo di “Smells Like Teen Spirit”, però, fu molto più grande di quanto gli stessi Nirvana avessero immaginato. In una nuova intervista concessa a “Mojo” per uno speciale dedicato al gruppo, Dave Grohl ha ricordato la nascita della canzone e il periodo in cui lui, Cobain e Novoselic cominciarono gradualmente a rendersi conto che la loro vita stava cambiando. A sorprendere il batterista fu anche il fatto che a imporsi fosse proprio quel brano, che inizialmente non gli era sembrato diverso dalle tante jam nate durante le prove della band.
“Scrivemmo ‘Smells Like Teen Spirit’ a gennaio o febbraio del 1991. Provavamo in un capanno dietro casa di qualcuno a Tacoma, nello Stato di Washington. Il proprietario suonava in una cover band, una di quelle band da bar, e affittava quello spazio per le prove, dove aveva anche allestito uno studio casalingo a otto tracce. Provammo lì per tre o quattro mesi ed è in quel posto che venne scritto molto di ‘Nevermind’”, ha raccontato Grohl. Il batterista ha quindi spiegato che molte delle canzoni del disco nacquero proprio dalle improvvisazioni con cui il trio era solito aprire le prove, mentre stava sperimentando con quei forti contrasti dinamici che sarebbero diventati uno dei tratti più riconoscibili della musica dei Nirvana.
“Cominciavamo sempre le prove con una jam, una jam aperta e completamente libera, e molte canzoni nacquero in quel modo, brani come ‘Drain You’ e ‘(Smells Like) Teen Spirit’", ha ricordato Dave Grohl: "In quel periodo stavamo sperimentando con le dinamiche, con quella struttura strofa tranquilla e ritornello rumoroso. Gran parte di tutto ciò derivava dai Pixies e dai Sonic Youth, ma semplicemente sentivi quando il ritornello doveva diventare più grande e capivi anche quale fosse il punto della canzone in cui, proprio quando pensavi di non poter salire ancora di intensità, dovevi invece fare un ulteriore passo”.
“Smells Like Teen Spirit”, almeno inizialmente, non sembrò però destinata a occupare un posto particolare nel repertorio dei Nirvana. A distinguerla dalle altre idee nate durante quelle sessioni furono soprattutto le linee di chitarra, abbastanza immediate da spingere il trio a tornarci più volte. “All’inizio non diedi particolare importanza a ‘Teen Spirit’", ha sottolineato il già sodale di Kurt Cobain, ora frontman dei Foo Fighter: "Pensavo fosse semplicemente un altro pezzo a caso nato dalle jam che facevamo. Ne avevamo tantissimi di quel tipo, li registravamo su una musicassetta con un boombox e poi perdevamo la cassetta e la canzone spariva per sempre. Ma ‘Teen Spirit’ era una di quelle a cui continuavamo a tornare, perché quelle semplici linee di chitarra erano davvero memorabili”.
Un primo segnale arrivò il 17 aprile 1991, quando i Nirvana presentarono la canzone dal vivo all’OK Hotel di Seattle durante un concerto organizzato per procurarsi i soldi necessari a raggiungere Los Angeles e registrare “Nevermind”. La risposta del pubblico fu immediata. “Facemmo un concerto a Seattle per raccogliere i soldi della benzina necessari ad arrivare a Los Angeles e registrare il disco", ha ripensato ora Grohl: "Organizzammo tutto all’ultimo momento, era un concerto pomeridiano e suonammo quella canzone per la prima volta. Il pubblico impazzì. Non so se fosse per il ritmo o per la melodia, ma le persone ne furono conquistate molto velocemente”. Neppure quella reazione, però, convinse Grohl che “Smells Like Teen Spirit” sarebbe diventata la canzone simbolo dell’album. Il batterista immaginava che a imporsi sarebbero stati altri brani di “Nevermind”.
“Per quanto riguarda ‘Nevermind’, pensavo che ‘In Bloom’ sarebbe stata la grande hit del disco, oppure ‘Lithium’", ha confessato Grohl: "Credevo che ‘Smells Like Teen Spirit’ fosse semplicemente un altro pezzo dell’album. La registrammo piuttosto velocemente e credo fosse una delle preferite di Butch Vig. Ben presto diventò abbastanza evidente che sarebbe stata la canzone speciale del disco. Ma, naturalmente, in quel momento non pensavamo che sarebbe successo qualcosa con quell’album”.
Le aspettative della band restavano infatti ancora legate alla scena alternativa da cui proveniva. Per Grohl, il massimo risultato immaginabile era che il video finisse su “120 Minutes”, il programma di MTV dedicato alla musica alternativa, e che la visibilità ottenuta permettesse ai Nirvana di andare in tour con i Sonic Youth. “Pensavo che ‘Teen Spirit’ sarebbe magari passata a ‘120 Minutes’ e ci avrebbe permesso di andare in tour con i Sonic Youth", ha narrato Grohl:
Anche il passaggio da poche decine di spettatori alle prime sale da diverse centinaia di persone sembrava già a Grohl un risultato enorme. Prima di entrare nei Nirvana, il batterista aveva suonato negli Scream e conosceva bene cosa significasse esibirsi davanti a pubblici molto più piccoli. “Il tour vero e proprio partì da Toronto, all’Opera House, e sembrava un concerto dei Nirvana abbastanza normale. Ci saranno state forse 500 o 600 persone. Bisogna ricordare che, per me, quello significava già avercela fatta", ha confessato il batterista: "Passare dalle 32 persone che solitamente venivano a vedere gli Scream in ogni città a, tipo, 500 persone rappresentava per me il più grande successo di tutta la mia vita. Però molti dei locali in cui suonavamo durante quel tour avevano una capienza ridotta. Suonammo in un posto a Portland, nel Maine, o forse nel Vermont, dove la capienza legale era di 67 persone. Era praticamente un minuscolo salotto ed era il caos”.
Fu soprattutto il video di “Smells Like Teen Spirit”, con i Nirvana impegnati a suonare in una palestra scolastica destinata a trasformarsi in una sommossa, ad accelerare definitivamente il processo. Mentre MTV aumentava la rotazione della clip, i tre musicisti continuavano a viaggiare in furgone e a vivere la quotidianità di una band in tour, accorgendosi della dimensione raggiunta dal fenomeno soltanto una volta arrivati davanti ai locali - come accadde anche in Italia quando i Nirvana ripassarono a novembre 1991 per il tour di "Nevermind".
“Quando il video arrivò su MTV fece una differenza enorme. Da quel momento capitava di arrivare davanti a un locale da 500 persone e trovarne altre 500 fuori. Noi continuavamo a vivere nella nostra piccola bolla", ha ricordato Dave: "Eravamo nel nostro furgone, noi tre, Shelli, la moglie di Krist, Miles, il nostro tecnico dei monitor, e Monty Lee Wilkes, il nostro tour manager. Non sembrava che stesse accadendo qualcosa di particolarmente strano fino a quando non arrivavamo al concerto e lì era un cazzo di caos”.
“E cominciammo ad accorgerci che c’erano persone normali. ‘Che cosa ci fanno qui? Quel tipo sembra un atleta del liceo, che cazzo ci fa qui?’. E pensavamo, ‘Oh, forse questa storia del video sta attirando un po’ di… gentaglia!’", ha aggiunto Grohl, ricordando che anche il pubblico stava cambiando: "L’unico segnale che il nostro mondo si stesse capovolgendo arrivava quando raggiungevamo il locale. A quel punto era, ‘Porca puttana, questa gente è fuori di testa!’”.
A distanza di trentacinque anni, Grohl riconosce quanto “Smells Like Teen Spirit” abbia finito per identificare i Nirvana e quanto abbia contribuito a rendere popolare quella costruzione basata sull’alternanza tra parti più contenute ed esplosioni sonore. Per questo, il frontman dei Foo Fighters ha affermato:
Il fatto che “Smells Like Teen Spirit” sia diventata uno dei brani rock più riconoscibili degli ultimi decenni non significa però che Grohl la consideri la migliore canzone mai pubblicata dai Nirvana. Il batterista ha ridimensionato anche l’idea di collocarla tra i più grandi singoli di sempre. “Se penso che sia il più grande singolo di tutti i tempi? Ovviamente no", ha concluso Grohl:
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