Leggerezza: è questa la parola chiave di Malika Ayane per Sanremo 2026 e per il nuovo corso della sua carriera. La cantante torna al Festival per la quinta volta, o meglio per la “quarta e mezzo”, come ama precisare: l’ultima partecipazione risale infatti al 2021, l’edizione del lockdown. Un Sanremo in cui la leggerezza decisamente non c’era. Stavolta porta sul palco dell’Ariston “Animali notturni”, una canzone tra sonorità vintage e ritmo, tanto che nella copertina abbraccia una mirrorball da discoteca. Il brano è scritto con Edwyn Roberts, Stefano Marletta e Luca Faraone, con la produzione di Merk & Kremont.
“È una canzone bellissima, ma non dovrei dirlo io”, racconta sorridendo durante l’incontro con la stampa a Milano. Il brano rappresenta anche il primo passo visibile di una nuova fase, iniziata da tempo ma che ora trova una sintesi chiara: un ritorno a Sanremo, un tour teatrale e un nuovo album atteso per l’autunno. “Animali notturni” uscirà anche in 45 giri con una versione “French touch” sul lato B, con i Dov’è Liana.Un ritorno con un atteggiamento diverso
“Sanremo era nei desideri e nei piani, perché è una manifestazione che mi ha dato tantissimo dal giorno zero. Mi sento a mio agio: c’è l’orchestra, un ambiente di lavoro positivo, l’ansia giusta. Ma stavamo aspettando che io fossi pronta, non solo rispetto al brano. Opportunità del genere, se non sei centrato, ti masticano e ti sputano”. L’atteggiamento con cui affronta Sanremo 2026 è dichiaratamente diverso rispetto all’ultimo: “Voglio divertirmi tantissimo. Nel 2021 andavamo a teatro da soli, ed è stata un’esperienza fortissima. Mi ha rimesso a fuoco il valore delle cose. Proprio perché sono importanti, non vanno temute ma godute”.
Il percorso che porta a questo ritorno passa anche dal teatro e dal musical, vissuti non come alternativa ma come integrazione: “Il teatro mi ha permesso, in anni in cui non avevo chiaro dove volevo andare musicalmente, di incubare le idee. È stato uno spazio fondamentale”. Un lavoro reso possibile anche dal nuovo assetto discografico, con la presenza di Carosello Records ((in licenza a M.A.S.T./Believe).: “Mi sento rispettata nella mia identità e nel mio modo di crescere. È raro, ed è prezioso”.Su “Animali notturni”, Ayane racconta di essersi innamorata di una bozza già molto avanzata: “La particolarità principale è il tema scritto da Edwyn. Questo mondo sonoro che ti risucchia ha risucchiato anche me. Mi è sembrata una possibilità di ripartire dallo stupore”. Un lavoro di squadra in cui la cantante si sente “un ingranaggio”, più che un centro assoluto: “Sono la front woman di una squadra. Ogni ascolto mi gasa, e non mi capita quasi mai con le mie cose. Di solito sono feroce nella critica. Qui invece c’è sempre un suono nuovo”.
Quanto all’essere davvero un’“animale notturno”, Malika sorride: tra concerti all’alba, aerei da prendere e allenamenti per la maratona di New York, racconta notti vissute in modo inedito, fino a esperienze quasi mistiche. “La conquista più grande, in questo momento, è godersi il momento senza aspettare la validazione da fuori”.
Un nuovo album in autunno
Il futuro discografico è già in movimento e si concretizzerà in autunno con un album: “Scrivo canzoni da tre anni, con amici, con persone sconosciute che poi sono diventate amici. Non so che disco verrà fuori. Ma cinque anni per fare un album devono essere intensi, altrimenti è un’occasione sprecata”. L’obiettivo è restare contemporanea senza rinnegare il percorso: “Col passato ci fai il sugo, mi hanno detto una volta”. Sempre in autunno, , un tour teatrale - frutto di una nuova collaborazione con Friends & Partners e Magellano Concerti - partenza il 1° novembre a Fermo.
La non-musica che gira intorno a Sanremo
Sulle polemiche che ciclicamente accompagnano il Festival, Malika ha le idee chiare: “C’è sempre una differenza tra quello che gira intorno a una manifestazione e quello che succede dentro. Io ho visto entusiasmo, disponibilità, persone che lavorano volentieri. Siamo privilegiati. Sta a noi difendere il Festival da tutte le cose che si possono commentare, perché chi sta fuori deve commentare, ma chi sta dentro deve viverlo e renderlo il più bello possibile”.
E, a proposito di polemiche, inevitabile la domanda sull’eventuale partecipazione all’Eurovision, travolto dalle critiche per la presenza di Israele nonostante quello che è successo e sta succedendo a Gaza. “Mia figlia me l’aveva detto: ‘Preparati, perché ti arriva il cetriolo dell’Eurovision’”, scherza. Poi più seria: “È una questione piena di aspetti spinosi ed è molto difficile rispondere. Premesso che sul fronte dell’attivismo sapete come mi muovo da tanto tempo, penso a una recente intervista di Velasco in cui si chiedeva se impedire a un atleta russo di partecipare in quanto russo sia davvero un’idea geniale, e vale la stessa domanda per un pianista o un ballerino. Allo stesso tempo, tutti i palchi molto grandi possono essere l’occasione per portare messaggi positivi, per provare a cambiare un po’ la direzione di come comunica il mondo”.
Poi torna a prenderla meno seriamente: “Detto questo, io non vincerò mai Sanremo, quindi stiamo facendo tutto questo circo soprattutto per avere un titolo domani: qualunque cosa risponda, mi arriveranno comunque un sacco di cattiverie…”.
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