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La seconda parte di “Canerandagio” (finalmente) morde

01.09.2025 Scritto da Claudio Cabona

Se il primo capitolo di “Canerandagio” (qui la recensione), il disco che ha sancito il ritorno di Neffa al rap (qui la nostra intervista), si distingueva per un approccio grezzo e spontaneo, frutto di un’esplosione creativa quasi improvvisata, ma in larghe parti non a fuoco, la “Parte 2” si presenta con sonorità più articolate e rocciose. La prima metà funziona, è potente ed evocativa, la seconda un po’ più accomodante, con diversi feat altisonanti, e più monotona. Ma senz’altro questo secondo capitolo, a livello generale, è comunque superiore al primo. Il cambiamento non è solo stilistico, ma si riflette anche nella scrittura: se nel primo volume di “Canerandagio” tutto nasceva dall'improvvisazione, in “Canerandagio Parte 2” i testi sono più strutturati, costruiti su loop e metriche precise, dove le parole si intrecciano.

Un lavoro più meticoloso che testimonia la ricerca artistica di Neffa. Come nella “Parte 1”, anche in questo secondo e ultimo capitolo, il rapper ha curato personalmente tutte le produzioni dell’album. In tre brani, “Show”, “Burnout”, “Santosubito/Rubik”, è protagonista assoluto con la sua voce e le sue rime. Negli altri cinque, ha scelto di collaborare con alcuni degli interpreti più significativi della scena urban: Jake La Furia, Nayt, Coez, Kaos, J-AX, Mahmood, Salmo. Ogni artista ha portato con sé il proprio stile, contribuendo ad arricchire il progetto con sfumature personali. “Show” è un bel brano dalle tinte funk, “Biancoenero” con Jake La Furia è cupo e racconta la musica come una forma di salvezza dalla sofferenza, “Domani” con Nayt è una delle canzoni più belle perché ricorda come il primo nemico si annidi dentro di noi. Una curiosità: nel pezzo Neffa rispolvera anche la sua mitica frase “devi stare molto calmo”.

“Inquinare” con Coez è il racconto di un amore dolce-amaro, mentre “Burnout” viaggia su binari jazzati. “Deidellolimpo” con Kaos, che ha una voce bellissima, da sopravvissuto a un disastro nucleare, non riesce a trovare, però, il giusto equilibrio tra i due timbri vocali nonostante l’immaginario mitologico evocato. “Santosubito/Rubik” ci restituisce il Neffa più molleggiato e pop, che gioca con i colori della voce. “Uno come me” con J-Ax punta tutto sul ritornello-slogan. E ancora: “Luna rossa” con Mahmood è una ballad intima e sospesa, un bel brano che però appare alieno nel contesto generale del disco. “Addio” con Salmo è una lettera postuma, cruda, tra riflessioni personali e svisceramento dei sentimenti. È un finale magari non sorprendente, ma coerente. 

TRACKLIST
1. Show
2. Biancoenero feat. Jake La Furia
3. Domani feat. Nayt
4. Inquinare feat. Coez
5. Burnout
6. Deidellolimpo feat. Kaos
7. Santosubito/Rubik
8. Uno Come Me feat. J-AX
9. Luna Rossa feat. Mahmood
10. Addio feat. Salmo

(Articolo originale su Rockol.it)

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