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La nuova era di Tame Impala

09.09.2025 Scritto da Claudio Cabona

Una nuova vita, un nuovo sound, un nuovo disco. Kevin Parker rilancia il suo progetto Tame Impala con energia e vitalità a cinque anni dall’ultimo album “The Slow Rush” del 2020, facendo alzare il livello di curiosità dei fan. Uscirà il 17 ottobre “Deadbeat”, il suo quinto disco. In questo album, Parker ha racchiuso una serie di esplorazioni club-psych potenti e “alcuni dei suoi testi fino a oggi più diretti e cerebrali”, si legge nella presentazione. È profondamente ispirato alla cultura bush doof (un tipo di festa da ballo all'aperto generalmente tenuta in una remota zona di campagna o fuori da una grande città) e alla scena rave dell'Australia Occidentale, trasformando così Tame Impala in una sorta di sciamanico primitivo del futuro.

Concepito in diverse location nel corso degli ultimi anni, “Deadbeat” è stato soprattutto realizzato tra la città natale di Parker, Fremantle, e il suo studio, Wave House a Injidup, nell'Australia Occidentale, nella prima metà del 2025. L’album conterrà anche il nuovo singolo “Loser”, secondo estratto dopo “End of Summer”, il cui video è stato diretto dall’artista multidisciplinare Julian Klincewicz. “Loser” continua l’audace esplorazione di Parker su ritmo e sperimentazione sonora, basata sul meticoloso approccio che ha in studio e che da sempre ha caratterizzato la sua carriera. Il brano è accompagnato da un video diretto da Kristofski e interpretato dall'attore/musicista Joe Keery. “Loser” ha un’atmosfera malinconica, ma non cupa. Parker lavora con un groove lento e stratificato, sospeso tra funk rarefatto e psichedelia soffusa. Non fa, però, centro come con “End Of Summer”, pezzo bellissimo pubblicato come primo estratto, con richiami all’estate dell’acid house del 1989, ai party della metà degli anni '90, ai bush doof nelle radure dell’entroterra australiano. Dal punto di vista dei testi, "Deadbeat" vuole raccontare un senso di delusione nel non riuscire a “essere tutto”

Dopo aver ampiamente esplorato il concetto del tempo in “The Slow Rush” (2020), “Deadbeat” si concentra sulle più piccole sfumature delle emozioni quotidiane. Sulla copertina è raffigurato con la figlia Peach. L’immagine non è solo un ritratto familiare: diventa un potente simbolo visivo del tema centrale dell’album, tra introspezione, senso di colpa, e la sfida a bilanciare creatività e vita familiare. Somministrato insieme agli impulsi euforici e trascinanti della musica, “Deadbeat” vuole presentare il rave come un'esplorazione interiore, un'automedicazione. Il proseguire della festa è una sorta di beatitudine domestica. Attingendo alla ricchissima storia della musica dance, il lavoro vuole trasformare il presente. Kevin Parker è emerso come una delle voci più influenti dell’ultimo decennio.

Artista unico nel suo genere, è rinomato per aver creato un suono distintivo e personale, dando vita a paesaggi sonori capaci di superare i confini dei generi. Suona infatti ogni strumento e ricopre i ruoli di autore, produttore, mixer e ingegnere del suono nei suoi progetti. È un nome rilevante anche nel “dietro le quinte”, un aspetto che dimostra la sua versatilità: come autore e produttore, ha collaborato con artisti del calibro di Dua Lipa, The Weeknd, SZA, Lady Gaga, Travis Scott, Mark Ronson, Gorillaz, Thundercat, Kali Uchis, 070 Shake, Rihanna, Miguel, A$AP Rocky e molti altri.

(Articolo originale su Rockol.it)

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