Prendete le canzoni più iconiche di Domenico Modugno e fatele eseguire da una (s)banda musicale nel cuore di Polignano a Mare. Sta anche e soprattutto qui, oltre all’allineamento della luna con il sole e la Terra che ha regalato una meravigliosa eclissi totale, la magia della serata conclusiva di “Polignano a Mare Città della Musica - Omaggio a Domenico Modugno - Grandi Artisti, Bande in Festa” che si è svolta ieri sera, domenica 7 settembre, in piazza Suor Maria Laselva.
Nato da un’idea di Stefano Senardi e Luca Bernini, che ne hanno curato la direzione artistica, il terzo e ultimo appuntamento della tre giorni che ha messo Polignano sottosopra tra bande itineranti, Orchestre e ospiti d’eccezione, ha visto alternarsi sul palco tanti artisti – da Vinicio Capossela a La Niña, da Renzo Rubino a Gino Castaldo e Paola Turci - tutti con un unico obiettivo: celebrare la musica d’autore italiana e la figura di Domenico Modugno.
Narrazione e musica con Gino Castaldo e Paola Turci
A inaugurare la serata presentata da Renzo Rubino - nel suo esordio alla conduzione - e Gino Castaldo, che ha tenuto tremila polignanesi e turisti curiosi incollati alle sedie per più di tre ore, un video messaggio di Renzo Arbore e il talk concerto di Gino Castaldo e Paola Turci (qui la nostra intervista). Un racconto che ha messo insieme musica dal vivo e narrazione in cui Castaldo e Turci, già insieme in tour per gli spettacoli “Il tempo dei giganti” e “La rivoluzione delle donne”, hanno portato sul palco pezzi come “Dio come ti amo” - che la Turci ha già in repertorio in una versione registrata con la tromba di Paolo Fresu e che, ha raccontato sul palco, la lasciò folgorata la prima volta che l’ha ascoltata -, “Vecchio frac”, “Cosa sono le nuvole”, in cui Modugno ha musicato i testi di Pasolini, e “La lontananza”. Per poi creare un ponte con Fabrizio De André, per cui Modugno fu fonte di ispirazione (lo dimostra l’ascolto di “Nuvole barocche”), con “Il pescatore”.
Un viaggio narrativo e sonoro in cui è emerso in maniera potente anche il «parlato», uno fra i tratti distintivi e peculiari della musica del cantautore di origini pugliesi.
La Sbanda di Renzo Rubino e il momento di Vinicio Capossela
A seguire Renzo Rubino (qui la nostra intervista) e La Sbanda, in un’esibizione che ha messo insieme la forza e il suono tipico della musica da banda con le canzoni del cantautore pugliese, durante la quale l’artista ha invitato sul palco nonna Mimma, 89 anni, per cantare insieme “Charpentier”.
Tra i brani eseguiti anche “Amara terra mia”, “Resta cu ‘mme” – uno dei preferiti di Rubino – e l’inno nazionale, per usare le parole di Capossela, “Nel blu dipinto di blu” in versione samba proprio con Vinicio, che accompagnato dalla Sbanda ha poi rivisitato alcuni classici del suo repertorio tra cui “La marcia del camposanto” e “Zampanó” e brani come “Santissima dei naufragati” e “L'uomo vivo (Inno al Gioia)” che hanno “costretto” il pubblico alla standing ovation.
I messaggi sociali de La Niña
A chiudere in bellezza la seconda edizione di “Polignano a Mare Città della Musica” ci ha pensato La Niña con il suo Furèsta Tour, accompagnata da Alfredo Maddaluno (chitarra, mandolino e percussioni), Francesca Del Duca (voci e percussioni), Lydia Palumbo (voci e tamburelli) e Denise Di Maria (chitarra, voci e tamburelli).
Carola Moccia, uno dei nomi più interessanti del panorama musicale attuale, che ha riscosso uno straordinario successo di pubblico e critica aggiudicandosi la Targa Tenco 2025 come miglior album in dialetto, ha coinvolto da subito il pubblico che a metà concerto l’ha raggiunta sotto il palco.
“Chesta è na rivoluzione e deve essere sempre così, in terra e in mare” ha detto dal palco La Niña, che tra brani come “Chiena 'e scippe”, “Respira” e “Fortuna” non ha perso l’occasione per parlare della libertà delle donne e per rivolgere un pensiero ai bambini che non avranno la fortuna di ricordare la loro infanzia perché non diventeranno adulti. Quei bambini di cui i graffi non sono quelli dovuti al gioco con i gatti, ma quelli dell’anima. Quelli, in una parola, indelebili.