In un’epoca in cui la longevità artistica sembra un vezzo d’altri tempi, i Julie’s Haircut sono una singolare anomalia della nostra scena indipendente. Oltre trent’anni di attività per il collettivo fondato da Luca Giovanardi e Nicola Caleffi - e completato insieme ad Andrea Rovacchi, Andrea Scarfone e Ulisse Tramalloni - fugge dalle etichette attraverso geometrie e vibrazioni con quella volontà di avanzare sempre un passo oltre, rifiutando l’idea di farsi trovare là dove qualcuno l’aspetterebbe.
L’ultimo “Radiance Opposition” ne mette bene a fuoco l’indole, senza però recidere quel filo che unisce i Julies dagli esordi noise-rock all’espansione lisergica degli ultimi anni. Con il nuovo innesto in formazione, la voce calda e magnetica della cantante italo-nigeriana Anna Bassy, il gruppo emiliano ha ora ampliato la sua tavolozza sonora, aprendosi a nuovi orizzonti, insieme luminosi e oscuri.
L'arte della divinazione
Nelle sue otto tracce, il disco si rivela come un rito a tappe, non a caso ispirato dall’I Ching, il libro cinese della divinazione e testo cardine della filosofia dei mutamenti. L’apertura con la sospensione visionaria di “I can see the light” appare di conseguenza come un preludio di sussurri e presagi dai toni quasi mistici, fatto di atmosfere in bilico tra buio e chiarore.
Il tema della fusione dei poli emerge con “Unit circle”, in cui percussioni tribali e synth pulsanti incrociano il mantra “one is one, two is one, and we are one in the human circle”, evocando in un crescendo sottilmente esoterico un senso di appartenenza cosmica. Ancora, se “Wounds” porta una grazia narcotica che ricorda le derive più profonde degli Spiritualized, le accordature basse e le distorsioni di “Extiction of the Sun” modellano un brano denso, oscuro e abrasivo.
In “The Earth knows” arrivano fascinazioni new wave con una melodia alquanto vischiosa sostenuta dalle tessiture elettriche, mentre “To the sacred mantle” assume una grana trip-hop, muovendosi su binari più cupi e riflessivi. Infine, la conclusione di “6AM carpet candlelight” riporta idealmente al punto di partenza, per un cerchio che non si chiude, ma si riapre, suggerendo che il percorso avviato circa cinquanta minuti prima non si è esaurito del tutto. Un invito a rimettersi di nuovo in viaggio, con uno sguardo rinnovato.
Tutto si crea e si trasforma
La forza dei Julie’s Haircut è quella di essere sempre se stessi pur senza restare mai gli stessi. Spinti verso un’evoluzione continua, riescono in questo modo a dare forma, tassello dopo tassello, a una delle pochissime realtà di casa in grado di dialogare apertamente con la tradizione kraut, come con le spinte post rock, la psichedelia moderna e la ricerca più radicale, senza mai risultare derivativi. “Radiance Opposition” non è che la sintesi di una formazione che non teme i cambiamenti, ma li considera parte integrante della propria identità. E se dopo così tanto tempo riescono ancora a sorprendere, forse la loro traiettoria non ha un punto di arrivo. Solo un’altra trasformazione.
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