Céline Dion è tornata a tenere un concerto completo dopo oltre sei anni, inaugurando sabato 12 settembre la sua residency parigina davanti a più di 30 mila persone. Per la cantante canadese si è trattato anche del primo vero show da quando, nel 2022, aveva reso pubblica la diagnosi di sindrome della persona rigida, la rara patologia neurologica che negli ultimi anni le aveva impedito di esibirsi e aveva alimentato molti dubbi sulla possibilità di rivederla ancora sul palco.
Alla prima parigina, sul palco della Paris La Défense Arena, Dion si è presentata in abito nero e ha aperto il concerto con “On ne change pas”, accolta da una lunga standing ovation che l'ha subito commossa. Come raccontato dai media presenti allo spettacolo e come ha evidenziato il "Guardian", le lacrime sono arrivate già durante i primi minuti dello spettacolo, ma poco dopo, sulle note di “Destin”, l'emozione ha lasciato spazio alla gioia per un ritorno che la cantante aveva promesso più volte anche nei momenti più difficili della malattia.
Il concerto, articolato in quattro atti e un bis, ha attraversato in 26 brani buona parte del repertorio francese e internazionale di Céline Dion. Nella prima parte hanno trovato spazio, tra le altre, “Because You Loved Me”, “Encore un soir”, “Tout l'or des hommes” e “The Power of Love”, mentre il secondo atto si è aperto con uno dei momenti più attesi della serata, “My Heart Will Go On”, seguito da “Beauty and the Beast”.
Non tutto il repertorio è stato affrontato nello stesso modo degli anni precedenti. Nei report della serata, viene evidenziato che alcune delle canzoni vocalmente più impegnative, tra cui “Because You Loved Me”, “The Power of Love” e “My Heart Will Go On”, sono state trasposte in tonalità più basse, una scelta legata inevitabilmente alle conseguenze che la malattia ha avuto sulla sua voce. Questo non ha però impedito a Dion di mostrare ancora una notevole potenza vocale, soprattutto in brani come “Tout l'or des hommes”, alternando i passaggi più energici a momenti in cui ha lasciato emergere un timbro più fragile e ruvido, come in “Courage”.
La scaletta ha riservato anche diverse sorprese. Dion ha portato per la prima volta dal vivo “The Chase”, “Dansons” e “Je chanterai”, ha ripreso “Ne bouge pas” per la prima esecuzione completa dal 2003 e “Les derniers seront les premiers”, che non proponeva dal vivo dal 2009. Una parte particolarmente giocosa dello show l'ha vista invece attraversare “J'irai où tu iras” e “Dans un autre monde”, prima di lanciarsi in un medley tra disco e pop con “I Feel Love” di Donna Summer, “I'm Alive”, “That's the Way It Is” e “Sweet Dreams (Are Made of This)”.
Il momento più inatteso è arrivato verso la conclusione del set principale, quando la cantante ha affrontato “Ebben? Ne andrò lontana” da “La Wally” di Alfredo Catalani. Avvolta in un cappotto rosa piumato e circondata da una scenografia costruita attorno a una grande roccia, Dion ha trasformato il brano operistico in uno dei passaggi più teatrali dell'intero spettacolo, mentre sul pubblico cadeva neve artificiale.
Nel finale sono arrivate “All by Myself”, “Pour que tu m'aimes encore” e “S'il suffisait d'aimer”. Proprio il singolo del 1996, la famosa cover del brano originariamente scritto e pubblicato da Eric Carmen, ha assunto un significato particolare nel contesto del ritorno, con Dion che, dopo aver raggiunto le note più impegnative dell'ultimo ritornello, ha lasciato trasparire sul volto prima il sollievo e poi la soddisfazione. “Pour que tu m'aimes encore” è stata invece accompagnata quasi per intero dal coro del pubblico, tanto forte da coprire in alcuni momenti la stessa cantante.
La serata si è chiusa con “Des milliers de baisers”, mettendo fine al primo dei dieci appuntamenti previsti a Parigi tra settembre e ottobre. La residency proseguirà il 16 settembre, per poi tornare in scena il 19, 23, 26 e 30 settembre e ancora il 3, 7, 10 e 14 ottobre. Dopo questa prima serie di concerti, Dion farà nuovamente tappa nella capitale francese nel maggio del 2027.
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