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Il pubblico degli Afterhours: niente cellulari ai concerti

07.12.2025 Scritto da Manuel Agnelli

La reunion degli Afterhours è stato uno degli eventi musicali del 2025: un tour per celebrare i 20 anni di “Ballate per piccole iene” con la formazione originale del tempo, una quindicina di date che hanno attirato decine e decine di migliaia di persone. 
La band racconta quelle 16 date con ”Afterhours, Ballate per piccole iene 2025”, un volume edito da Rizzoli he contiene le foto di Mathias Marchioni e Henry Ruggeri e soprattutto il racconto in prima persona di Manuel Agnelli del dietro le quinte del tour, un bellissimo spaccato di vita on the road.
Per gentile concessione della casa editrice, pubblichiamo un estratto dal libro, il racconto del pubblico e del particolare rapporto che si è creato con l’uso dei cellulari
.

Il pubblico degli Afterhours

Il pubblico è stato il vero elemento sorprendente di questo tour.
Tre generazioni di persone dai quindici anni (e in qualche caso anche più giovani) ai settanta.
Attenzione, rispetto e partecipazione meravigliosi.
Pochissimi cellulari, tantissima fiducia.
Il vero protagonista di questo tour siete stati voi. Voi vi siete appropriati del concerto in qualsiasi
condizione, anche quando il meteo era terribile o le situazioni tecniche e logistiche non erano
perfette.
Non spettatori passivi che subiscono uno spettacolo, un circo equestre, una serie di bugie messe
in fila: luci, ballerine, autotune, basi programmate.
Niente di tutto questo.
Non volevamo schiacciarvi e non volevamo sottomettervi.
E voi vi siete fidati.
Non sapete quanto sia potente sentire di essere sulla stessa lunghezza d’onda delle persone che
hai davanti.
Non succedeva da anni. Ed è successo molto raramente anche nei concerti di altri che ho visto
in questi ultimi anni.
Lo spettacolo lo abbiamo fatto insieme e sentire gli stessi commenti, emozionati ed entusiastici,
da parte dei ragazzini e degli spettatori più navigati è stato semplicemente inebriante.
Ci siamo preparati tanto perché volevamo meritarci di essere su quel palco, abbiamo dato
davvero tutto.
E se avessimo avuto un palco abbastanza grande saremmo stati tutti lì sopra, noi e voi assieme.
Ma eravate tantissimi. Una marea meravigliosa. Sterminata e potentissima.
Non c’è nessun palco che vi possa contenere.

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Niente Cellulari

Uno dei dettagli più sorprendenti è stato vedere pochissimi cellulari alzati durante il concerto.
Me l’ha fatto notare per la prima volta Andrea, a metà tour circa.
I volti e i corpi sono fissi verso il palco.
La tensione è palpabile. Non c’è niente di veramente programmato e lo spettacolo non si mangia
il concerto, non si mangia noi.
L’energia, le parole e i suoni che proiettiamo dal palco non sono nascosti da una scenografia
imponente, da ballerini e comparse e da mille luci e fuochi artificiali.
Non abbiamo niente da nascondere.
Siamo lì nudi e crudi.
I ragazzi e le ragazze presenti vivono il momento, non subiscono lo spettacolo passivamente.
Sono lo spettacolo.
Sono parte del concerto insieme a noi. Una parte attiva.
Quando le emozioni che stai provando sono più forti di qualsiasi cosa vuoi viverle fino in fondo.
Vuoi esserci. Vuoi essere presente con una parte di te che è irriproducibile perché è dentro.
È successo senza che dovessimo dire niente dal palco.
Niente foto o filmati che ti rubano l’anima.
Perché l’anima, la nostra e la vostra, era una sola.

Il testo è estratto da ”Afterhours, Ballate per piccole iene 2025” (Rizzoli), di Manuel Agnelli, con foto di Mathias Marchioni e Henry Ruggeri, per gentile concessione dell'editore.

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