Se avete ascoltato “Rough and twisted”, il singolo che ha segnato il ritorno a sorpresa dei Rolling Stones, pubblicato con lo pseudonimo The Cockroaches e stampato in pochi esemplari di un vinile in edizione limitata, vi sarete resi conto ancora una volta di un dato. Il pezzo è costruito su un impianto molto essenziale: un blues sporco, quasi primitivo, che ruota attorno al riff di Keith Richards, molto marcato e aggressivo. Ma sullo sfondo c’è una seconda chitarra: è, naturalmente, quella di Ronnie Wood. Che come al solito fa quello che fa meglio nei Rolling Stones: non guida il brano, ma lo tiene insieme. Wood, rispetto a Richards, lavora per contrasto e completamento: riempie gli spazi, aggiunge movimento. Quello che fa da una vita, nei Rolling Stones. Il suo è sempre stato un ruolo meno evidente, ma decisivo. Quello di un uomo ombra. Di un ingranaggio invisibile, ma indispensabile. Che ora, nel pieno della nuova ondata di attività che sta riportando la band al centro dei riflettori, tra il singolo e le prime voci sul nuovo album “Foreign tongues” atteso per il 10 luglio, si muove come ha sempre fatto: di lato, ma stando in un modo o nell’altro al centro di tutto. Già, perché mentre la macchina Stones torna a ruggire, Wood rilancia in prima persona con il suo primo tour solista dopo sedici anni: il 17 luiglio sarà a Lucca per una data - l’unica italiana: qui i biglietti - che promette di essere molto più di un concerto. Una fotografia viva e autentica della sua storia musicale.
La risposta alla domanda del titolo
Per rispondere alla domanda del titolo, intanto: no, i Rolling Stones non potrebbero andare avanti senza Ronnie Wood. Non solo perché dopo la scomparsa di Charlie Watts la band ha già perso uno dei suoi cardini storici. Ma perché Wood, anche se entrato “a treno in corsa”, nel 1975, facendosi carico della responsabilità di rimpiazzare Mick Taylor, non è mai stato un membro aggiunto: è diventato subito una funzione interna del sistema. Nell’immaginario comunque degli Stones tutto sembra ruotare attorno a due poli: Mick Jagger davanti, Keith Richards al centro della mitologia chitarristica. Ma tra questi due poli esiste da cinquant’anni uno spazio senza il quale i due poli probabilmente collasserebbero. Wood non è il solista, non è il leader, non è il comprimario: è la connessione tra le parti. La materia che tiene tutto insieme. E questa logica non riguarda solo “Rough and twisted”, il singolo appena uscito: è la grammatica stessa dei Rolling Stones negli ultimi cinquant’anni.
Il tour da solista
A proposito di spazio: quello che Ronnie Wood ha deciso di concedersi in attesa di capire se gli Stones torneranno mai ad esibirsi dal vivo, dopo l’annullamento dei piani del tour previsto per quest’estate a causa dell’artrite di cui soffre Keith Richards, è uno spazio tutto suo. Il tour nasce attorno a “Fearless: Anthology 1965–2025”, un progetto che non guarda al passato con nostalgia, ma lo rimette in circolo. Dentro ci sono tutte le vite musicali di Wood: dagli esordi fino agli Stones, passando per i Faces e le collaborazioni che hanno segnato intere stagioni del rock. E soprattutto ci sono quattro registrazioni inedite, il primo materiale solista da oltre un decennio, che danno il senso di un artista ancora in movimento: una versione del classico Anni ’60 “A certain girl” scritto da Allen Toussaint con lo pseudonimo di Naomi Neville che Wood ha registrato in duetto con Chrissie Hynde, una cover di "You're so fine" dei Falcons (1959) cantata con Imelda May, una rivisitazione dello standard rocksteady "Take it easy" del giamaicano Hopeton Lewis e una nuova composizione di Wood intitolata "Mother of pearl" co-prodotta da suo figlio Jesse insieme a Sean Genockey.
Il nuovo album degli Stones
Piccola curiosità: se la data d’uscita di “Foreign tongues” fosse confermata, Wood arriverebbe a Lucca a distanza di soli sette giorni dall’uscita del nuovo album degli Stones. E chissà che in scaletta non decida di inserire a sorpresa qualche accenno delle nuove canzoni, accanto ai classici. Un altro buon motivo per non mancare all’appuntamento.
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