I Grateful Dead hanno ufficialmente conquistato il Guinness dei Primati per il maggior numero di album nella Top 40 della classifica di vendita statunitense.
Dopo aver raggiunto Frank Sinatra e Elvis Presley con il loro 59esimo ingresso nella Top 40 nel febbraio 2024, lo scorso novembre il gruppo ha esteso il proprio record a 66 album nella Top 40, con il "Dave's Picks Vol. 56: Rainbow Theatre, London, England - 3/20/81 & 3/21/81".
David Lemieux, responsabile e archivista del patrimonio dei Grateful Dead, nonché produttore e curatore della serie "Dave's Picks", ha dichiarato: "Questo titolo Guinness World Records è qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere 60 anni fa, quando i Grateful Dead hanno iniziato, ma il disco dimostra la dedizione, la passione e la lealtà dell'enorme legione dei Dead Heads, nonché la costante qualità della produzione discografica e delle attività di archiviazione dei Grateful Dead negli ultimi sei decenni".
Mark Pinkus, presidente di Rhino Records, ha aggiunto: "Siamo entusiasti di vedere i Grateful Dead raggiungere un altro traguardo con questo titolo Guinness World Records. Rhino si è impegnata a preservare e onorare l'eredità dei Grateful Dead attraverso pubblicazioni d'archivio di qualità. E' un modo meraviglioso per concludere le celebrazioni del loro 60° anniversario".
I Grateful Dead sono un fenomeno sociale e musicale che è diventato un autentico tesoro americano. Nel 1965, un'intera generazione era unita da ideali comuni, riunendosi a centinaia di migliaia di persone. Questo movimento creò un legame indissolubile tra la band e i suoi fan. Quando la band andava in tour, i Dead Heads la seguiva. Non perché facesse parte della cultura popolare, ma perché parte di una vera e propria controcultura che esiste ancora oggi, una controcultura che crede fermamente nel valore delle proprie convinzioni. Nel 1995, i Grateful Dead avevano attirato il maggior numero di spettatori nella storia del music business e oggi rimangono tra i leader di sempre nella vendita di biglietti per concerti. Col tempo, la carovana si è evoluta in una comunità con vari artisti, artigiani e imprenditori che soddisfacevano una crescente domanda di merchandising che li collegasse alla musica, con 2.318 concerti.
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