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I grandi film musicali: “Hair”

12.09.2026 Scritto da Eugenio Tassitano

HAIR
(1979)

regia di Miloš Forman

drammatico; durata 2h 01’; produzione Usa

musiche, arrangiamenti e direzione di Galt MacDermot; testi canzoni di Gerome Ragni, James Rado; arrangiamenti direzione voci di Tom Pierson; coreografie di Twyla Tharp

 

La giovane recluta Claude (John Savage) arriva a New York e fa amicizia con gli hippies George (Treat Williams), Jeannie (Annie Golden), Hud (Dorsey Wright) e Woof (Don Dacus). Claude si unisce al gruppo, scoprendo una nuova filosofia di vita, e si innamora di Sheila (Beverly D’Angelo), ragazza dell’alta società, ma gli restano pochi giorni prima di presentarsi in caserma e partire per la guerra in Vietnam.

 

Hair rappresenta uno dei più importanti esiti della controcultura hippy, votata a un modo di vivere libero dalle convenzioni borghesi, praticando amore libero e pacifismo (a partire dai capelli incolti, “Hair”, appunto, come forma di protesta). Il musical teatrale, con le musiche di MacDermot e i testi di Ragni e Rado, debutta fuori Broadway nel 1967 riscuotendo grande interesse, ma anche proteste e polemiche, soprattutto per come tratta il tema scottante della guerra in Vietnam e per l’uso di droghe da parte dei personaggi. Il successo è inarrestabile, il musical approda a Broadway e poi in Europa. Nel 1968 Miloš Forman lo vede a Praga e s’innamora dello spettacolo.

Hair nasce da un nuovo modo di fare musica per il teatro, non più legato alle classiche orchestre, ma alla emergente scena musicale: il titolo completo è Hair: The American Tribal Love-Rock Musical e vanta alcuni brani ormai entrati nella memoria collettiva, registrati in diverse versioni. Vi è da precisare che le canzoni si possono classificare nell’ambito del pop con delle influenze soul e della black music, più che nella musica rock come suggerisce il sottotitolo.

Il musical teatrale richiedeva un’interazione con il pubblico ed era ancora più audace e provocatorio, la versione cinematografica ne differisce parecchio, a partire dal cast, e ha una trama diversa. Ad esempio, Claude non è imbottito di ideali conservatori e George non parte per il Vietnam al suo posto. Inoltre, la versione per lo schermo riduce il numero delle canzoni. Per questi motivi gli autori del musical non furono contenti della trasposizione cinematografica, al contrario di buona parte della critica che la elogiò immediatamente. Il pubblico delle sale invece non rispose come ci si attendeva, forse perché lo spirito hippy era ormai tramontato da anni, lasciando il posto alle tante forme di lotta politica. E Forman così commentò: “Troppo presto per la nostalgia, troppo tardi per la realtà”.

Impossibile passare in rassegna tutti i brani, ma si segnalano almeno i più importanti.

Aquarius, interpretato dall’attrice-cantante Ren Woods, è il pezzo più celebre e vanta numerose versioni. Il testo che parla di un mondo in cui finalmente tutti vivremo in pace e in armonia con l’universo, accompagnato da un ritmo seducente e un ritornello che inneggia alla favolosa Era dell’Acquario, ha segnato una generazione.
Il breve e provocatorio Sodomy (Woof/Don Dacus) è un brano che ancora oggi può imbarazzare i benpensanti per l’esplicito elenco di pratiche sessuali.

Quando il gruppo va a casa della ricca Sheila, George/Treat Williams rivendica di essere padrone della sua vita con I Got Life. George semina lo scompiglio e gli hippy vengono arrestati, in prigione Woof/Don Dacus rifiuta di farsi tagliare i capelli e canta la trascinante Hair assieme agli altri amici.

L’incontro con gli hippy ha messo in crisi le certezze di Claude/ John Savage, che deve ancora presentarsi alla commissione di leva e intona smarrito Where Do I Go? (Dove vado?). Claude non è certo l’unico ad avere dei problemi, la ragazza di Hud (Cheryl Barnes), che ha avuto un bambino da lui, vorrebbe sposarsi e, rivolta al suo uomo, canta l’intensa Easy to Be Hard (“Facile essere duro”), uno dei momenti più emozionanti della pellicola.

La celebre Betty Buckley doppia al canto la ragazza vietnamita nel brano Walking in Space, che ascoltiamo durante l’addestramento di Claude/John Savage. Sheila/Beverly D’Angelo e gli hippies sono in macchina per andare a trovare Claude in caserma e cantano la gioiosa Good Morning Starshine. Indimenticabile l’ultima parte, con un efficace montaggio alternato e il corale Let the Sunshine In (“Fai entrare il sole”). I ragazzi piangono davanti alla tomba del loro amico morto in Vietnam e migliaia di persone si radunano davanti alla Casa Bianca per protestare contro un conflitto che ha visto soccombere migliaia di giovani americani: i sogni di una generazione uccisi da un’assurda guerra.

Organico dei musicisti: Tom Pierson e Galt MacDermot, tastiere; Wilbur Bascomb, basso; Charles C. Brown e Cornell L. Dupree, chitarre; Bernard Purdie, percussioni; Joe Wilder, tromba solista in Walking in Space.

Il generale è interpretato dal regista Nicholas Ray, uno dei primi a portare al cinema la ribellione giovanile con Gioventù bruciata (1955). Nel 1984 Forman dirigerà l’acclamato Amadeus. Album Sony.

 

Estratto da “Lo spettacolo comincia. Dizionario dei grandi musical cinematografici”, di Eugenio Tassitano, Arcana Edizioni

© 2026 Lit Edizioni s.a.s. per gentile concessione.


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