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I Bull Brigade saltano il recinto con i boots

15.02.2026 Scritto da Claudio Cabona

Dal 2008, con il debutto “Strade smarrite”, fino a “Il fuoco non si è spento” del 2021, i Bull Brigade hanno costruito un percorso coerente nella scena punk rock italiana: ruvido, diretto, legato alle strade, alle periferie e alla vita di ragazzi che provano a farsi spazio nel mondo. Con il loro quarto album in studio, “Perché non si sa mai”, la band compie quello che potremmo chiamare un vero salto del recinto con i boots. La metafora sembra perfetta: i torinesi rimangono saldamente ancorati alle loro radici street punk, ma allo stesso tempo cercano di superare i confini tradizionali del genere.

È un disco che cresce, che prova a portare nuova profondità e sentimento in un mondo che spesso rischia di ridurre il punk a slogan o a invettive ripetitive. “Perché non si sa mai” è un album post-ideologico, nel senso migliore del termine: le istanze sociali ci sono, raccontano la vita di strada, le tensioni urbane, la quotidianità dei giovani che crescono ai margini, ma senza mai diventare didascalico o predicatorio. La band non deve dichiarare continuamente da che parte sta: la loro posizione si percepisce con naturalezza, senza appesantire il messaggio. Oltre all’impronta sociale, il disco è umano, emotivo, sensibile e allo stesso tempo ribelle. Parla di amicizia, di scelte, di vita di strada, di rapporti e di sentimenti. È un album che guarda indietro alle proprie radici ma prova anche a guardare avanti, introducendo nuove sfumature grazie alle collaborazioni di Willie Peyote, Fast Animals and Slow Kids, Giancane e Claver Gold.

Questi ospiti arricchiscono il progetto e lo rendono accessibile anche a un pubblico più ampio, senza snaturare l’identità della band. Il suono è più stratificato, più maturo, pur conservando la ruvidità e l’energia tipiche dello street punk. La produzione di Andrea Tripodi accentua la profondità senza spegnere l’urgenza, rendendo l’ascolto potente e liberatorio, perfetto tanto nelle cuffie quanto sotto palco. Con “Perché non si sa mai”, i Bull Brigade dimostrano che un disco punk nel 2026 può essere politico ma post-ideologico, radicato ma fresco, personale e comunitario. Non è un album di passaggio: è un atto di crescita, una prova di salto in avanti con i boots, un modo per restare fedeli a se stessi e al proprio pubblico, portando nuova sensibilità nella scena. E chissà che non regali loro molte soddisfazioni anche a livello numerico, l’iter sembra proprio quello

TRACKLIST
1. Primo sguardo
2. My friend
3. Sopra i muri
4. Il Quindicesimo inverno (feat. Willie Peyote)
5. Boots
6. Prendere fuoco (feat. FASK)
7. Ragazza come noi
8. Lividi (feat. Giancane)
9. Senza spine (feat. Claver Gold)
10. Farewell


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