In vista del decimo anniversario della scomparsa in terra di Prince (il prossimo 21 aprile) e approfittando della nuova onda di popolarità derivata dall’utilizzo di un paio di celebri canzoni nella popolare serie “Stranger Things” che lo ha fatto conoscere ai più giovani, ecco che in questi giorni escono per la prima volta in vinile (e di nuovo su cd) quelli che di fatto sono i suoi due ultimi album in studio “Hitnrun - Phase One” e “Hitnrun - Phase Two”. Si tratta di dischi originali e non delle DeLuxe Version con inediti, tanto sono piuttosto certo che anche la fandom non li ha ascoltati più di tanto.
È noto non solo ai suoi fan, ma anche a un pubblico più allargato di appassionati di musica, che negli ultimi lustri della sua carriera - precisamente dopo l’ultimo suo grande disco “The Rainbow Children” del 2001 - il talento di Prince emergeva più dalle sue apparizioni live che dalle uscite discografiche non certo memorabili. Tuttavia il riascolto delle due sue ultime opere, a 11 anni di distanza ci permettono di scoprire a cuor leggero, ma nello stesso tempo con grande nostalgia di quando era ancora in vita, alcune piccole perle nascoste.I due dischi: differenze e analogie
Il termine HitnRun fu utilizzato da Prince per descrivere i concerti a sorpresa che avrebbe tenuto nel corso della sua carriera; nell’estate 2015 annunciò di volerlo utilizzare anche per un album registrato in studio (alla fine invece furono due) che conteneva “cose sperimentali, strane e super funky”. I due dischi uscirono inizialmente solo su Tidal, che in quel periodo anche agli occhioni di Prince rappresentava la piattaforma buona a favore degli artisti.
In realtà i due dischi non si somigliano molto tra loro. Il primo ha più l’aria di essere una sorta di mixtape - cioè, una raccolta di canzoni molto differenti tra loro, mutuando il format piuttosto usato rapper e producer hip-hop— in cui Prince cerca di essere contemporaneo e up-to-date con molta elettronica usata in modo massimalista e un po’ pasticciata. Il secondo invece è un disco (doppio, peraltro) decisamente più ricco e ampio, meno sperimentale, ma che si propone, come altri dischi del cantante di Minneapolis, di mettere insieme rock e funk, con una gran maestria negli arrangiamenti. La cosa che li unisce è la presenza di materiale (allora) nuovo con altri singoli e b-side che i fans più completisti già conoscevano e una serie di autocitazioni di storici pezzi del passato (andarli a scovare può diventare un divertente gioco di società con gli amici).
Il primo disco venne co-prodotto con Joshua Welton (prima e unico caso di co-produzione nella ricca discografia di Prince) e vedono la collaborazione di 3eyegirl (il gruppo che lo ha accompagnato in studio e live nel 2014) Rita Ora, Judith Hill, Lianne La Havas e Curly Fryz, invece il Phase Two è accreditato come “prodotto, arrangiato, composto e performato da Prince & The New Power Generation”, cioè il gruppo che lo accompagnato dal 1990 al 2013.Le canzoni
Come in ogni disco di Prince - anche il più brutto (e purtroppo ne ha fatti, ognuno ha i suoi “preferiti”) - anche i due Hitnrun contengono dei pezzi che vale la pena segnalare. Due su tutti: il groove electro primordiale, sporco, gommoso di “Shut This Down” – che ricorda meravigliosamente Hot Thing - e l’elegantissima “1000 X's & O’s” nel primo disco.
In Phase Two invece c’è l’imbarazzo della scelta. Innanzitutto nella maggior parte delle canzoni c’è una lussureggiante sezione fiati di 16 elementi che suona a tutto volume. E poi torna a trattare temi hot come ai vecchi tempi: in “2 Y 2 D” (acronimo di Too Young To Dare) un r&b dove Prince è caldissimo nei confronti , “Black Muse” è un gioiello in stile Earth Wind & Fire suonato da Dio in persona, mentre “Revelation”, lunga sei minuti, si presenta come una lenta jam sexy del genere Smokey Robinson e Marvin Gaye. Ma ce ne sono tante davvero ottime.
C’è anche la canzone di protesta “Baltimore” sui conflitti civili negli States (e oggi tornata profondamente attuale, anche se il terreno di scontro è proprio la sua Minneapolis). Stai a vedere che l’ultimo disco realizzato in vita da Prince gareggia con i suoi fantastici album degli anni 80?
Se ne vanno sempre i migliori, eccetera.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link