News

Gringo vol. 2: la libertà creativa nel pop secondo i Selton

02.11.2025 Scritto da Michele Boroni

La sperimentazione e la continua ricerca di un suono autentico e lontano dalle mode si possono sposare anche con la musica pop. Questo è vero soprattutto da parte di chi vuole esplorare nuove prospettive sonore ed emotive, come i Selton che, da sempre, rifiutano vincoli e classificazioni, ma amano contaminare culture differenti, in questo caso quella brasiliana e italiana vecchia e nuova che, per fortuna, sono sempre in continuo cambiamento. 

Il Progetto Gringo

Il progetto “Gringo” nasce da una lunga sessione di scrittura che ha portato alla creazione di oltre 60 canzoni, da cui è stata fatta una selezione di 23 brani poi divisi tra Volume 1 e Volume 2. Il primo volume di "Gringo” è uscito lo scorso anno e aveva come punto distintivo la forte attitudine tipicamente brasiliana ovvero la capacità di parlare di temi seri e drammatici (come, in quel caso, il burn out, l'ambiente, la migrazione) ma sempre associandola a musica spensierata, dolce e dall'andamento sognante. 
Rispetto al precedente, questo disco mantiene una leggerezza e una libertà compositiva ancora più marcata, dove i suoni brasiliani contemporanei si sposano con tutto quello che i tre ragazzi arrivati da Porto Alegre, hanno imparato dalla musica italiana, dall'amato Jannacci (sempre presente sottotraccia) ai Baustelle, fino alle “nuove” Giulia Mei, Gaia e Emma Nolde che partecipano nell'esecuzione di alcune canzoni. 

Identità visiva

Se la copertina del precedente disco era caratterizzato da un verde acceso che citava il design vitale di Bruno Munari, questa volta il bassista e grafico della band Eduardo “Dudu” Stein ha voluto giocare tutto sul rosa acceso. Insieme i due colori formano l'identità visiva di Mangueira, una delle scuole di samba più importanti di Rio de Janeiro fondata da Cartola, che li scelse come simbolo di libertà creativa e originalità. Insomma, un cerchio che si chiude.

Le canzoni

Vale la pena segnalare alcune canzoni che, più di altre, caratterizzano questo disco. Ci sono nuovi tasselli e originali tasselli nel canzoniere dei Selton come “Me and my skate” pezzo accelerato e divertito tra Queen e Beach Boys o “El Sexo” pezzo urban con Giulia Mei che rappa in modo dritto e convincente. Ma poi arrivano i pezzi classici à la Selton come “Tudo bem”, gioiellino pop sulla fine dell'estate o “Vado Fuori” una ballad che unisce il cantautorato italiano e la tradizione della canzone sudamericana. 
“Panda 2013” è la riscrittura di “Ouro de Tolo” di Raul Seixas, fatta in collaborazione con Emma Nolde, grida fortissimo Enzo Jannacci, mentre “Beati noi” scritta e cantata insieme a Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi è, nel testo e nella melodia un pefetto pezzo pop-manifesto degli anni 20. E questa volta anche la triade di canzoni tutte in portoghese (“Fica Aqui”, “No Me Llamas” e “Tropicaliente”) poste in coda al disco si inseriscono perfettamente nell'economia del disco, proprio nel nome della libertà creativa.

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi