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Green Day, Tré Cool: "Un biopic è un progetto da pensione"

18.08.2026 Scritto da Elena Palmieri

I Green Day sanno bene che i fan non vedono l'ora di vedere la storia della band raccontata sul grande schermo. Secondo Tré Cool, però, quel momento non è ancora arrivato. Il batterista del gruppo californiano ne ha parlato in una nuova intervista con "NME" incentrata sul nuovo film “Nimrods: A Green Day Comedy” (qui la nostra recensione), la commedia ispirata alle esperienze vissute dal gruppo agli inizi della propria carriera. Tré Cool è infatti piuttosto convinto che un vero biopic avrebbe senso soltanto quando i Green Day avranno davvero qualcosa da guardare da lontano, per esempio solo quando saranno vicini alla pensione o dopo essersi ritirati. Questa constatazione è stata fatta dal batterista per rispondere alla domanda: "Pensi che 'Nimrods', con il suo spirito punk e fai-da-te, rispecchi bene l’identità della band?". Tré Cool ha quindi spiegato:

Il film diretto da Lee Kirk, nato da un'idea di Billie Joe Armstrong e realizzato con il supporto della band, non ricostruisce fedelmente la storia della formazione californiana, dalla scena punk della Bay Area al successo mondiale. Il lungometraggio, fino a stasera nelle sale italiane, prende semplicemente spunto dagli anni di formazione del trio, in cui Armstrong, Cool e Mike Dirnt giravano ancora in condizioni molto più precarie, prima dell'esplosione di “Dookie”. Al centro della storia ci sono tre ragazzi, Tommy, Fred e Chad, convinti per scherzo che la loro band, gli Analog Dogs, sia stata scelta per aprire un concerto dei Green Day a Los Angeles. Da qui parte un viaggio che recupera lo spirito e diversi episodi realmente vissuti dai tre musicisti.

Cool ha spiegato che molti dei racconti fatti da lui, Billie Joe e Mike al regista sono poi entrati nella sceneggiatura, anche quando potevano sembrare troppo assurdi per essere veri. "Molte storie sono finite direttamente nel copione. Come quella della testa mozzata, che è successa davvero", ha ricordato il batterista: "Eravamo ospiti a casa di un tizio a Copenaghen e lui ci disse che voleva presentarci il suo amico Sleepy. Poi tirò fuori dall'armadio una cazzo di testa umana conservata in un barattolo e ci disse che non potevamo raccontare a nessuno che la possedeva. Noi pensammo solo 'Porca puttana'. La appoggiò lì e noi dormimmo tutti sul pavimento accanto a quella testa. Faceva abbastanza paura".

Secondo il batterista, “Nimrods” non vuole essere una ricostruzione fedele della giovinezza dei Green Day, ma conserva abbastanza del loro passato da risultare riconoscibile. "Non è un'immagine speculare di noi, ma sicuramente è un nostro riflesso un po' sfocato. C'è una parte di noi in quei ragazzi e una parte di loro in noi", ha spiegato Cool.

La stessa libertà è stata lasciata anche nella scelta delle canzoni da utilizzare nel film. I Green Day non hanno imposto una scaletta e hanno preferito affidarsi a Kirk e alla produzione, scoprendo alcuni degli accostamenti soltanto durante la prima proiezione. "Ne siamo rimasti fuori. Abbiamo lasciato che se ne occupassero Lee e gli altri perché è lui che stava scrivendo il film e doveva sapere quale fosse l'atmosfera giusta. E infatti l'ha azzeccato", ha raccontato Cool: "È stata una sorpresa anche per noi quando abbiamo visto per la prima volta il film e sono partite le canzoni. C'è una versione di 'In the End', tratta da un vecchio demo mai pubblicato. E poi sentire 'Haushinka' è fantastico. Ascoltare quella canzone in una sala cinematografica con un impianto Dolby 7.1 è davvero incredibile".

Un progetto più tradizionale sulla storia dei Green Day, del resto, è già stato proposto diverse volte. Cool ha raccontato che ciclicamente qualcuno torna a suggerire alla band un film biografico, ma il gruppo continua a considerare prematuro il momento di fermarsi e raccontare ciò che è stato. "Succede ogni tanto. Ogni due o tre fasi della nostra carriera spunta qualcuno che dice 'Dovremmo fare un film sulla vostra vita'. Ma noi non abbiamo ancora finito. Non vogliamo sederci a guardarci indietro e girare a vuoto, spendendo le nostre energie a parlare di quello che abbiamo fatto mentre stiamo ancora facendo cose nuove".

Nel corso dell'intervista, Tré Cool non ha invece voluto anticipare nulla sull'eventuale prossimo disco. Alla domanda su nuova musica e sul punto a cui sarebbero arrivati i Green Day con un nuovo album, si è limitato a rispondere con un secco: "Non ve lo dirò!". Resta però aperta un'altra vecchia possibilità cinematografica, quella di trasformare “American Idiot” in un film, dopo essere già diventato un musical. Dopo il successo di “Nimrods”, secondo Cool, l'idea potrebbe tornare a circolare con ancora maggiore insistenza. "Abbiamo dimostrato di saper fare dischi e, a quanto pare, sappiamo fare anche film. Quindi facciamolo", ha scherzato il musicista, prima di aggiungere che la band è "molto orgogliosa di 'American Idiot'", definendolo "un disco incredibilmente importante" e lasciando volutamente aperta una porta: "Non è che non ne stiamo parlando", ha aggiunto.

Tra le cose ancora da fare resta infine anche Glastonbury, uno dei pochi grandi appuntamenti mai affrontati dai Green Day come headliner. Alla domanda se gli piacerebbe salire sul palco principale del festival britannico, Cool non ha avuto dubbi: "Sì. Se ce lo chiedessero. È l'ultimo grande festival che non abbiamo ancora fatto", ha risposto il batterista.


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