Per gli Hollywood Vampires le cover sono un modo per raccontare qualcosa dei musicisti che le suonano, non semplici riempitivi da scaletta. La sera dell’1 settembre, al Parco della Musica di Segrate, il supergruppo costruisce quasi due ore di concerto su questa idea, trasformando il proprio repertorio, ma soprattutto quello degli altri, in un modo per ripercorrere la storia musicale di ogni componente. Alice Cooper, Johnny Depp, Joe Perry e Tommy Henriksen, insieme a Glen Sobel, Chris Wyse e Buck Johnson, salgono sul palco per divertirsi con la musica che li ha formati e per condividerla con il pubblico. Aperta dalle Bambole di Pezza, la prima serata degli Hollywood Vampires in Italia, che oggi 2 settembre ripetono a Este (Padova), è uno show rock classico nella struttura, teatrale quanto basta e soprattutto suonato con la sicurezza di chi non ha bisogno di dimostrare nulla.
Davanti al palco, sembrano essere riuniti mondi e generazioni diversi, tra magliette di gruppi storici, cilindri ispirati a Cooper e qualche richiamo inevitabile ai personaggi cinematografici di Depp. L'attenzione è comunque tutta rivolta alla scena mentre lo show prende il via superate le 21.45, quando sullo schermo compaiono quattro bare e i loro occupanti vampiri tornano simbolicamente in vita per iniziare a suonare. Poi arriva Alice Cooper, con il bastone in mano, e il pubblico viene immediatamente investito dall’immaginario che da decenni caratterizza i suoi concerti.
È un contesto perfetto per una band che, in fondo, nasce da una storia molto meno solenne. Il nome degli Hollywood Vampires riprende quello del gruppo di bevitori che Cooper frequentava negli anni Settanta al Rainbow Bar & Grill di Los Angeles insieme, tra gli altri, a Keith Moon, John Lennon, Harry Nilsson e Ringo Starr. Decenni dopo quello spirito viene trasformato in musica e il concerto parte proprio dai brani originali del progetto, con “I Want My Now” e “Raise the Dead”, prima che “I’m Eighteen” riporti per qualche minuto tutto nel territorio di Cooper. Su “My Dead Drunk Friends” anche i visual insistono sull’origine del supergruppo, tra bicchieri e fiumi di alcol, trasformando la vecchia confraternita di bevitori in una celebrazione decisamente più innocua dei suoi fantasmi. Con “The Boogieman Surprise”, poi, le chitarre iniziano a chiarire quale è la cifra della serata, robusta e diretta, con il blues che continua ad affiorare sotto un rock pensato per essere suonato a volume alto.
Il concerto entra nel vivo quando comincia il vero gioco delle reinterpretazioni. Johnny Depp prende il microfono per “Venus in Furs” dei Velvet Underground e “People Who Died” della Jim Carroll Band, mentre sullo schermo scorrono i volti dei musicisti scomparsi e il pubblico reagisce in modo particolarmente forte quando compaiono Ozzy Osbourne e Lemmy Kilmister. Il divertimento non esclude il ricordo, e i due elementi convivono senza trasformare lo spettacolo in una commemorazione. Alice Cooper torna davanti con “Who’s Laughing Now”, “Livin’ on the Edge” degli Aerosmith e soprattutto “Baba O’Riley” degli Who, che gli Hollywood Vampires allargano e irrobustiscono senza perdere il movimento dell’originale. Joe Perry canta invece “You Can’t Put Your Arms Round a Memory” di Johnny Thunders, con Cooper all’armonica, prima di "Bright Light Fright” e riportare per qualche minuto il concerto verso il lato più ruvido degli Aerosmith. Arriva ora il tributo strumentale a Jeff Beck, accompagnato dalle sue immagini sullo schermo, e “Beck’s Bolero” sposta per qualche minuto il tono verso qualcosa di più intimo, sugellando una delle poche parentesi realmente raccolte della serata.
Gli Hollywood Vampires non cercano di sostituirsi agli originali e non affrontano le cover con timore reverenziale, suonando invece da musicisti cresciuti con quelle canzoni, concedendosi il piacere di cambiarne il peso e il carattere attraverso tre chitarre, una sezione ritmica molto presente e una continua rotazione delle voci. “Roadhouse Blues” dei Doors torna nelle mani di Cooper, Depp si prende “The Death and Resurrection Show” dei Killing Joke, quando anche le immagini sugli schermi si fanno più cupe, tra cimiteri e richiami funebri. La star di hollywood, qui in versione rockstar e un po' pirata, si mette poi alla prova su “Heroes” di David Bowie, affrontata più con emotività che tecnicismi. Depp non prova infatti a inseguire l’interpretazione di Bowie e porta il brano in una dimensione più terrena, anche a costo di qualche imperfezione. È comunque la parentesi più ripresa dai presenti con i cellulari. Tommy Henriksen si prende quindi “Highway to Hell” degli AC/DC e mostra anche al microfono quanto il suo ruolo nella band vada ben oltre quello di chitarrista, regalando al pubblico il momento in cui scatenarsi maggiormente. Anche il recente album dal vivo “At Montreux Jazz Festival”, pubblicato poche settimane fa e registrato durante il concerto del 2018 in Svizzera, racconta bene questa natura della band, sospesa tra materiale proprio e una storia del rock che viene trattata come qualcosa di ancora vivo e disponibile a nuove letture.
Nel finale il concerto smette definitivamente di preoccuparsi delle distinzioni tra omaggio, cover e repertorio personale. Alice Cooper sembra un ragazzino divertito mentre canta e balla su “Walk This Way”, che rimette nuovamente Joe Perry dentro la storia degli Aerosmith. Lo shock rocker torna ora vestito di bianco, con cilindro d'ordinanza, facendo roteare a tempo il suo bastone - prima di regalarlo a qualche fortunato del pubblico. La chiusura si avvicina e la serata assume definitivamente la forma di una festa, con enormi palloni che rimbalzano sopra il pubblico mentre “School’s Out” confluisce, ancora una volta, “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd. Sullo scorrere continuo di immagini gotiche, horror, vampiri e morti viventi, con il tono che riesce a rimanere quello del gioco e della festa, Johnny Depp, inevitabilmente il nome che potrebbe attirare più attenzione extramusicale, non monopolizza mai il palco. “L’uomo dai mille volti”, scherza Cooper introducendo Depp durante la consueta presentazione della band: “Per noi ha scelto la sua versione più bella”. È anche il momento per Alice Cooper di presentare se stesso e rimanere fedele a un copione che ogni volta rafforza il suo personaggio, soprattutto in questo caso accostato ad altri nomi di rilievo. “E infine vi presento l’incredibile Alice Cooper. Ovvero, io”, è la frase che come sempre fa sorridere.
Dopo gli inchini e il bis con la conclusiva “Train Kept A-Rollin’”, è proprio con il sorriso che si chiude per tutti la serata. Dagli altoparlanti parte “Anarchy in the U.K.” dei Sex Pistols e il pubblico comincia a dirigersi verso l’uscita. È una coda quasi perfetta per una serata rimasta fedele alla promessa della band di suonare grandi canzoni con l'intento di divertirsi più che di mostrare arroganza, con rispetto ma senza soggezione, facendo dell’omaggio non un esercizio di nostalgia ma uno spettacolo rock.
Ecco la scaletta:
- “I Want My Now” – Hollywood Vampires – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “Raise the Dead” – Hollywood Vampires – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “I’m Eighteen” – Alice Cooper – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “My Dead Drunk Friends” – Hollywood Vampires – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “The Boogieman Surprise” – Hollywood Vampires – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “Venus in Furs” – cover dei Velvet Underground – eseguita vocalmente da Johnny Depp
- “People Who Died” – cover della Jim Carroll Band – eseguita vocalmente da Johnny Depp
- “Who’s Laughing Now” – Hollywood Vampires – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “Livin’ on the Edge” – cover degli Aerosmith – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “Baba O’Riley” – cover degli Who – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “You Can’t Put Your Arms Round a Memory” – cover di Johnny Thunders – eseguita vocalmente da Joe Perry, con Alice Cooper all’armonica
- “Bright Light Fright” – cover degli Aerosmith – eseguita vocalmente da Joe Perry
- “Beck’s Bolero” – cover di Jeff Beck – strumentale
- “Roadhouse Blues” – cover dei Doors – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “The Death and Resurrection Show” – cover dei Killing Joke – eseguita vocalmente da Johnny Depp
- “Heroes” – cover di David Bowie – eseguita vocalmente da Johnny Depp
- “Highway to Hell” – cover degli AC/DC – eseguita vocalmente da Tommy Henriksen
- “Walk This Way” – cover degli Aerosmith – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “School’s Out / Another Brick in the Wall” – eseguita vocalmente da Alice Cooper
- “The Train Kept A-Rollin’” – cover di Tiny Bradshaw – eseguita vocalmente da Alice Cooper
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Stefano Ferrarini / Concessione in uso a Rockol
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link